L'incontro tra il vicepremier Di Maio e i lavoratori dello stabilimento La Doria di Acerra

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Nulla di fatto sulla vicenda della chiusura dello stabilimento La Doria di Acerra dopo il tavolo che si è tenuto nel pomeriggio di ieri in Regione Campania alla presenza del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. All’incontro l’azienda, che si è occupa di produzioni alimentari, non ha preso parte. E’ lo stesso vicepremier a raccontare ai giornalisti, dopo circa due ore di riunione con le rappresentanze sindacali, il vescovo di Acerra Antonio Di Donna e il sindaco della citta del napoletano Raffaele Lettieri, i contenuti del vertice: “Non ci siamo ancora – ha esordito – è assurdo trovarsi a un tavolo in cui Stato, Governo, Regione e Comune, mettono a disposizione gli strumenti per evitare la chiusura dello stabilimento in un’area già martoriata come Acerra e ci dicono che non si può fare. In questa vertenza– ha riassunto Di Maio – non si perdono posti di lavoro, ma un insediamento industriale sul territorio che è uno dei pochi che si occupa di agricoltura. Avevamo pregato la proprietà almeno di vederci al tavolo per discutere, nel corso dell’incontro al ministero mi avevano fatto capire che sarebbero venuti, così non è stato”.

Di Maio ha poi aggiunto: “Non mi arrendo, ritornerò all’attacco e alla proprietà farò l’elenco di tutte le occasioni che hanno di collaborazione con lo Stato per lasciare in vita uno stabilimento come questo”. “Da ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico devo anche tutelare la presenza di stabilimenti sul territorio e stiamo facendo un lavoro di squadra. Non finisce qui. Scriverò una lettera alla proprietà e – ha concluso Di Maio – se vogliamo parlare di reindustrializzazione dell’impianto si può fare ma non si può chiudere e poi dire vediamo tra un anno e mezzo cosa farne. Ne abbiamo piene le scatole di deserti industriali”.

I lavoratori in presidio presso i cancelli dello stabilimento

“L’azienda ha mantenuto le sue posizioni di chiusura al 30 settembre nonostante la disponibilita’ delle istituzioni presenti al tavolo di giungere ad una soluzione alla vertenza che coinvolge quasi 55 lavoratori”. E’ quanto affermano Francesco Fattorusso, Carmine Franzese, Domenico Baiano, rispettivamente segretari della Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil provinciale che hanno partecipato all’incontro di ieri, alla presenza, tra gli altri, del vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio.

 

“I vertici aziendali hanno confermato la disponibilita’ a trasferire i lavoratori negli altri siti in Campania, Sarno, Angri e Fisciano, sostenendo che questa e’ un’operazione di allineamento delle loro produzioni, nello spirito di economizzare la loro attivita’. La nostra richiesta e’ stata quella di non chiudere lo stabilimento, ma di riconvertirlo in altre produzioni della stessa azienda. Gia’ da domani (oggi, ndr) parte una risposta sociale dei lavoratori che si riuniranno in un presidio presso i cancelli dello stabilimento, non escludendo altre forme di mobilitazione”.

Bloccata la strada provinciale davanti alla fabbrica: i manifestanti chiedono un altro incontro

Una trentina di lavoratori della società ‘La Doria’ di Acerra (Napoli), sta bloccando la strada provinciale davanti alla fabbrica che, nel Napoletano, produce sughi pronti. L’iniziativa per protestare contro l’imminente chiusura del sito industriale alimentare. I lavoratori chiedono che la proprietà dell’azienda incontri il Ministro allo Sviluppo economico Luigi Di Maio, dopo l’assenza degli stessi al tavolo tenutosi ieri in Regione alla presenza del vicepremier. I manifestanti, inoltre, chiedono che le organizzazioni sindacali regionali promuovano un nuovo incontro con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. I lavoratori, che alla chiusura del sito industriale saranno trasferiti in altri stabilimenti campani, stanno bloccando via dei Normanni, e la strada provinciale che collega Acerra a Maddaloni e San Felice a Cancello, nel Casertano. Sul posto sono giunti gli uomini del locale commissariato di polizia.

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