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Doccia fredda per i 67 lavoratori dello stabilimento ‘La Doria’ di Acerra (Napoli), che ieri hanno ricevuto le lettere di trasferimento negli altri siti produttivi campani della societa’ di fabbricazione di prodotti alimentari. La speranza dei lavoratori di un ripensamento da parte dell’azienda e’ stata stroncata dalla lettera nella quale si ribadisce la volonta’ della cessazione delle attivita’, dal 30 settembre, nello stabilimento acerrano dove si producono circa 50 milioni di vasetti di sughi pronti annui. I lavoratori lanciano un ultimo sos al ministro allo Sviluppo economico Luigi Di Maio, incontrato anche domenica scorsa a margine di un convegno a Nola. ”Ci aveva detto che avrebbe tentato fino alla fine – ricordano – noi speriamo che mantenga la promessa e riesca a far desistere l’azienda dal suo proposito di chiusura”.

L’incontro tra il vicepremier Di Maio e i lavoratori dello stabilimento La Doria di Acerra

I dipendenti saranno trasferiti, a partire dal primo ottobre, negli stabilimenti campani di Sarno, Angri e Fisciano, secondo una graduatoria stilata dall’azienda che parte dalla professionalita’ dei lavoratori, e tiene conto, si legge nella missiva consegnata oggi, ”dell’anzianita’ e dei carichi di famiglia”. Una dozzina i lavoratori costretti al trasferimento a Fisciano, stabilimento ritenuto dai dipendenti ”molto lontano e quindi con costi di trasferta molto onerosi”. ”Ci sono quattro ragazze che dovranno muoversi da sole – concludono – e due persone con legge 104, oltre ad alcuni sessantenni. Ci saremmo aspettati che almeno si tenesse conto della lontananza di questo sito”.

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