Luigi de Magistris al Comicon 2019

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di Giancarlo Tommasone

Chissà, forse sarà ricordato come il sindaco più imprevedibile della storia di Palazzo San Giacomo. Giggino o si odia o si ama: con lui non esistono mezze misure. E’ la sua forza. Imperterrito, continua a mantenere la linea, ad occupare la scena, non gli importa se così facendo, rischia di porgere il fianco alla critica feroce; va avanti strafottente, men che meno si pone il problema di continuare a sbagliare o di apparire ridicolo. Dei suoi dietrofront attraverso dichiarazioni che si smentiscono totalmente, nel giro di qualche giorno o di qualche anno – non fa differenza – abbiamo più volte parlato.

Ma sicuramente merita attenzione il book fotografico
del primo cittadino partenopeo, che si lascia
immortalare spesso in pose singolari (per non dire ridicole) e dal gusto discutibile.

Il must è rappresentato dall’immagine con la bandana arancione, dopo la vittoria delle Amministrative nel 2011. Da allora verranno tante istantanee «epiche», ultima della serie quella scattata al Comicon la scorsa settimana. Il sindaco si lascia fotografare con il guanto dai poteri distruttivi, di un supereroe dei fumetti. Alle sue spalle una città distrutta. Nel momento in cui lo scatto si diffonde, tanti partenopei vedono in quello sfondo la Napoli incompiuta, la metropoli dai cantieri infiniti. Nel mezzo del fornitissimo book, le foto di Giggino mentre fa il gesto dell’ombrello per festeggiare un’altra vittoria elettorale; mentre porta la corona e indossa la maglia azzurra del Napoli; mentre novello Mario Brega, che interpreta il padre di Ruggero in «Un sacco bello», mostra i due pugni alzati (nel film, Brega accompagna il gesto con la mitica battuta: so’ comunista così).

Altri scatti che raccontano l’istrionico personaggio de Magistris sono quelli in cui si lascia truccare in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia e sfoggia un vistoso orecchino rosso, oppure quello in cui compare vestito da clown.

E ancora viene immortalato in una posa estiva
mentre sta per tuffarsi nelle acque di Via Partenope.

Altra immagine passata alla storia, è la foto col sacchetto dell’immondizia, attraverso la quale vuole dimostrare di aver sconfitto la crisi dei rifiuti, registrata all’inizio del suo mandato. E quella mentre partecipa alla raccolta notturna del pattume. C’è poi lo scatto «rubato» per antonomasia, che lo ritrae mentre fa il trenino alla festa di compleanno di Egidio Giordano. Dal trenino di Mezzocannone Occupato a quello dell’Edenlandia, arrivando alla posa per il calendario dei cittadini del Senegal che vivono a Napoli, e alla foto con la coppola alla Mao Tse-tung sfoggiata all’inizio di quest’anno.

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