Il centro sociale Insurgencia è la più solida base elettorale di deMa

di Giancarlo Tommasone

Al sindaco Luigi de Magistris, a corto di pezzi sulla scacchiera, non basterà la difesa siciliana, né tanto meno, un provvidenziale arrocco. Si salvi o meno il Comune di Napoli dal dissesto, Giggino è sotto scacco, anzi è sotto scacco matto, ma ancora non lo sa. A far cadere il «re» sarà proprio una mossa che si prepara da alcuni giorni, e che verrà attuata tramite il «cavallo», che per chi non lo sapesse, si sposta, in orizzontale o in verticale, seguendo il tracciato della «L». Il paragone scacchistico, come si vedrà, calza a pennello.

Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli e segretario nazionale di deMa

Poiché chi è vicino a portare la mossa fatale seguirà la linea già tracciata, ma la sostanza dirompente sarà data da un correttivo, da quel secondo movimento ad angolo proprio del cavallo. Un correttivo all’emendamento salva-finanze. Partiamo però ab origine, da quanto avvenuto un paio di settimane fa. Nel «Milleproroghe», che è stato approvato in Senato, è passato un emendamento – che deve superare lo scoglio (si tratterebbe comunque di una formalità) della Camera – presentato da un senatore irpino, il pentastellato Ugo Grassi.

Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico

La «postilla» salva Comuni rappresenta un’ancora di salvezza per gli Enti che navigano in acque difficili (finanziariamente parlando), in particolare per quegli Enti in pre-dissesto, di cui il Comune di Napoli è capofila, e consente di «spalmare» il debito su più consiliature. Il sindaco partenopeo non ha nascosto la sua soddisfazione per il pericolo scampato e quasi a ringraziare il fato benevolo e il M5S, ha tenuto a ribadire, che per le elezioni regionali del 2020, si può trattare (vale a dire dialogare) con il Movimento 5 Stelle con lui candidato governatore, ovviamente. Concetto, ribadito tra l’altro, già in qualche altra occasione.

Tutta questa «comunanza» di intenti espressa dal primo cittadino
non è però piaciuta a un gruppo di attivisti napoletani.

Questi ultimi, insieme a due professori universitari e a tre parlamentari grillini stanno lavorando a un correttivo all’emendamento Grassi. Una mossa «a scavalco» (come è appunto il movimento del cavallo), che una volta effettuata dagli «scacchisti» del M5S, porterà Luigi de Magistris fuori dai giochi per un lungo periodo.

Secondo quanto risulta a Stylo24, i profili di costituzionalità
del «contro-emendamento» a quello di Grassi, ci sarebbero tutti.

Il correttivo consiste in tale regola: gli amministratori dell’Ente che aderiranno al salva-finanze avranno, sì, la possibilità di poter diluire il debito in 30 anni, ma subiranno la stessa sorte di coloro che dichiarano dissesto.

Vale a dire che saranno considerati incandidabili
per 10 anni.

L’iter dell’emendamento, comprensivo di correttivo, è semplice: dal Senato alla Camera, poi di nuovo al Senato per l’approvazione definitiva. Il primo cittadino di Napoli, a questo punto, non avrà scampo. Il sindaco ha infatti davanti due strade, aderire al salva-finanze o dichiarare dissesto.

Il senatore del M5S Ugo Grassi

In entrambi i casi non potrà candidarsi per due lustri. Altro che Regionali e accordo con il Movimento 5 Stelle, il «re» Giggino è sotto scacco. Anzi, scacco matto. Formula che poi deriva dal persiano «shah mat»: il re è morto.