Luigi de Magistris e Matteo Salvini

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di Giancarlo Tommasone

Populismo o politica pop? C’è differenza? Poca, si tratta di sfumature. Se però a perseguirlo (il populismo) sono Salvini e de Magistris, molto cambia dal punto di vista dell’efficacia. Ma facciamo un passo indietro. Dopo l’esplosione della bomba mediatica innescata dalla foto di Sorbillo che incontra il ministro leghista, il sindaco di Napoli ha «dimenticato» di partecipare alla marcia di sostegno agli «artisti della pizza» andata in scena mestamente (appena una cinquantina vi hanno preso parte) lo scorso sabato.

In rappresentanza
del Comune nemmeno
il gonfalone,
solo Gennaro Del Giudice,
ex vicesindaco,
assessore all’Ambiente,
mica alla legalità

E’ palese come il sindaco non abbia gradito la scelta di Sorbillo (che, bisogna dirlo, si è messo da solo in una situazione di incompatibilità politica con gli arancioni) e allora, ha spostato su un altro campo la battaglia populista che combatte contro Salvini.

Si è passati quindi dalla campagna di lotta alla camorra,
al racket, al versante, sempre caldo, dei migranti

Sabato prossimo, dunque, il primo cittadino ha organizzato un evento all’Augusteo, chiamando a raccolta coloro che qualche settimana fa, inviando più di 5.600 mail, si erano registrati sul sito del Comune, lasciando il proprio indirizzo di posta elettronica, per mettere a disposizione barche, case, aiuti in genere, durante la crisi dei rifugiati della Sea Watch. Tattica di ripiegamento necessaria quella di de Magistris, che ha spostato l’asse della sua battaglia politica dal locale al nazionale. Ha capito, in effetti, che la classe dirigente, la classe intellettuale partenopea, lo ha abbandonato.

A questo punto, è illuminante la considerazione che il professor Biagio De Giovanni fa nel corso dell’intervista rilasciata ad Angelo Agrippa per il «Corriere del Mezzogiorno». «Il populismo di Salvini è più efficace: può promuovere annunci e farli seguire da provvedimenti governativi. Mentre il primo cittadino partenopeo può raccontare la Napoli che vuole, ma poi i cittadini restano per ore ad aspettare i bus», afferma De Giovanni. Sia Salvini che de Magistris perseguono il populismo, però mentre quello del ministro dell’Interno si caratterizza per il mantenimento reale di promesse (o almeno ha il potere di farlo), quello del sindaco fa i conti con proclami che, quando si tratta di convertire in fatti, vengono costantemente disattesi. E allora si può considerare populismo reale quello di Salvini, irreale, a breve gittata, a uso e consumo dei social, quello di de Magistris. Ma come si prepara il sindaco all’appuntamento di sabato prossimo? Ancora attraverso i social, postando sulla sua pagina Fb, una foto in cui stringe la mano a un ragazzo di colore. E’ il 14 gennaio. Il tema migranti è momentaneamente «accantonato» per i fatti della bomba alla pizzeria di Via dei Tribunali, infine viene «rispolverato», nemmeno a farlo apposta, dopo l’incontro tra Sorbillo e Salvini.

Altro motivo che avrebbe concorso a spostare il terreno di lotta populista dal locale al nazionale, è la situazione finanziaria
del Comune di Napoli, tutt’altro che risolta

Ritornando allo scontro politico, bisogna ricordare pure che deMa, dopo che negli anni scorsi aveva individuato Matteo Renzi come suo antagonista nazionale, questa volta ha scelto Matteo Salvini. Per chiudere, ci stupiremmo se in occasione dell’incontro del prossimo sabato all’Augusteo, non ci fossero i banchetti per «staccare» le tessere di deMa. Del resto ogni argomento è buono per incassare adesioni arancioni.

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