giovedì, Ottobre 6, 2022
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La cognata di Giggino asfalta la Gaeta: non è cosa sua fare l’assessore

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Da una voragine all’altra. Dalla crepa dei Venteglieri allo strappo, che somiglia molto ad una resa dei conti, che si sta consumando nella maggioranza arancione. A finire sulla graticola l’assessore alle Politiche sociali Roberta Gaeta, accusata di essere stata «la vera assente» durante l’emergenza esplosa a Montesanto nella notte tra venerdì e sabato, a causa della voragine che si è aperta in via Ventaglieri e al conseguente sgombero di 40 famiglie. Il fuoco incrociato, seppur fuoco amico, è cominciato su Facebook, in un post pubblicato dall’assessore alla Mobilità della seconda Municipalità, Marcello Cadavéro, tesserato demA ed arancione della prima ora. Ma fa ancora più rumore l’accusa che piove dalla cognata del sindaco Paola Lattaro, che riferendosi all’assessore Gaeta tuona: «Dovrebbe essere sostituita. Non è cosa sua fare l’assessore».

La voragine di via Ventaglieri

L’assessore al parlamentino di Montecalvario-Avvocata-San Giuseppe-Porto-Mercato-Pendino su Facebook scrive: «Ieri abbiamo avuto sostegno concreto nella ricerca di un alloggio per gli sfollati da parte dell’assessore Laura Marmorale, ma la vera assente è stata l’assessore alle politiche sociali Roberta Gaeta che si è sprecata a dare dei “buoni consigli” al presidente Chirico come noi collaborazione e aiuto». «La situazione si è poi aggravata – si legge ancora nel post –, abbiamo dovuto trovare un’altra soluzione che è arrivata nel pomeriggio grazie all’intervento dell’ assessore Clemente, che ieri (sabato per chi legge, ndr) non era in città, ma oggi ci ha raggiunto con l’assessore Monica Buonanno. Con loro è stato tutto più semplice. Abbiamo trovato uno spazio e dei letti nell’immobile comunale di via Concezione a Montecalvario. Almeno oggi e domani le persone avranno un letto e servizi minimi dignitosi. Stasera la solidarietà di un ristoratore ci consentirà di offrire loro anche la cena».

Poi l’affondo contro Gaeta: «Di questa vicenda resta un’ulteriore conferma che Napoli non è una città dove chi si occupa di politica può pensare di avere giorni di festa. L’assessore Gaeta, che doveva essere presente dal primo minuto sul posto, non si è vista per un solo momento. Evidentemente l’unica cosa che ci tocca fare è raccomandare ai palazzi di rendersi inagibili nei giorni non festivi e chiedere alle persone che non hanno un tetto di non rompere le palle almeno fino al lunedì. Aspetterò i provvedimenti che si assumeranno nei giorni feriali. Una piccola precisazione. Mi rendo conto che per tanti colleghi fare parte di una maggioranza significa doversi cucire la bocca quando si tratta di esprimere critiche, ma a tutto c’è un limite. Lasciare persone in mezzo alla strada non trova nessuna giustificazione al silenzio». Parole durissime che rimbalzano anche nei gruppi demA, dove si accende il dibattito.

 

Ma Gaeta viene inchiodata anche dalla cognata del sindaco de Magistris, Paola Lattaro, compagna di Dema jr: «Nell’ultimo rimpasto – scrive Lattaro – è stata ridimensionata, visto che la delega all’immigrazione è passata (per fortuna) a Laura Marmorale. Ma sono d’accordo con te, dovrebbe essere sostituita. Non è cosa sua fare l’assessore, lo ha dimostrato un sacco di volte e l’episodio di cui si parla nel post ne è l’ennesima dimostrazione».

Paola Lattaro

La difesa d’ufficio alla Gaeta è affidata al suo staffista Giovanni Morelli: «Marce’ –ribatte il capo staff dell’assessore alle Politiche sociali – fare politica sulle tragedie delle persone è abbastanza meschino. In questa vicenda sono intervenute le persone dell’amministrazione che avevano titolo ad intervenire. Tutto qui. Le persone adulte sanno gestire la propria rabbia e non trasformarla in livore alla prima occasione utile. Peccato ti facevo diverso. Anche tu hai bisogno del nemico di turno per avere attenzione nel grande proscenio della “politica”. Peccato davvero».

Non tarda ad arrivare la replica dell’assessore municipale: «Caro Giovanni non volevo aggiungere altro ma come al solito non mi trattengo. Allora primo punto: da due giorni ci sono giornalisti e tv sul posto e ti sfido a trovare una mia sola dichiarazione. Ti sfido davvero. Questa ricerca di visibilità la lascio a chi ne ha più bisogno di me. Secondo, i consigli si ascoltano ma presupposto fondamentale è la credibilità di chi li propone. Terzo, il mio interlocutore presso l’assessorato della Gaeta sei sempre stato tu e sai bene che mai ho avuto nulla da dire sul tuo lavoro, però non confondere la frustrazione di chi ci mette la faccia sempre con “la rivalsa” che citi e che onestamente mi fa sorridere perché qui lavoriamo a differenza di chi può pensare a farsi le guerre e perdere tempo per farle».

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