Il sindaco Luigi de Magistris festeggia la vittoria coi centri sociali

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

di Giancarlo Tommasone

ad

Da una parte i gigginiani, dall’altra quelli che per facilità di comprensione definiremo sovranisti o rossobruni, al centro Potere al Popolo. Quest’ultima formazione politica, nonostante sia giovanissima, ha dimostrato di poter raggiungere percentuali interessanti (intorno al 2% il riconoscimento ottenuto alle elezioni di marzo)

Per tale motivo il sindaco Luigi de Magistris, che aveva sempre mantenuto
un atteggiamento di indifferenza,
o comunque di disattenzione nei confronti
di Pap, ha deciso di lanciare una Opa
(offerta pubblica di acquisto) sul movimento

Di fatto, tale azione ha spaccato Potere al Popolo, poiché si sono andati a formare due gruppi. Il primo fa riferimento a Giuseppe Aragno, docente universitario in pensione di Storia Contemporanea alla Federico II, che fa da tramite tra Giggino e i centri sociali, riuniti nella realtà dell’Ex Opg di Materdei. Aragno sta cercando di portare Potere al Popolo sulle posizioni del sindaco di Napoli, posizioni di un rosso annacquato (piuttosto che arancione) rispetto ad alcuni temi cari ai centri sociali e al movimentismo classico.

Tutto ciò per far confluire questo eventuale
organismo eterogeneo nel quarto polo

Che dovrebbe nascere dalla federazione di Leu, Possibile di Roberto Speranza, Diem25 di Yanis Varoufakis e del soggetto politico di Stefano Fassina. L’altro gruppo, che fa resistenza al primo movimento che definiremo appunto dei gigginiani, è quello che fa capo a Salvatore Prinzi e a Viola Carofalo. Prinzi, ‘Saso’ per i compagni, 36 anni, laurea in Filosofia, dottorato alla Sorbona, un fermo (non convalidato) nel 2010 durante scontri tra polizia e manifestanti, è tra l’altro ricercatore dell’Università Federico II di Napoli.

Questo secondo gruppo, dunque,
si riferisce alle posizioni autenticamente
di sinistra di Jean Luc Melenchon e Podemos

Il fronte Carofalo-Prinzi è definito dagli altri centri sociali, Insurgencia in testa, come settario, poiché ha posizioni critiche sull’amministrazione comunale. Addirittura il gruppo, potrebbe essere ‘identificato’ come quello dei rossobruni: non dimentichiamo che Melenchon, in Francia, è «accusato» di avere una linea di continuità con i sovranisti. Il terreno di scontro tra i due gruppi è rappresentato dallo Statuto di Potere al Popolo. Secondo i sovranisti (o rossobruni che dir si voglia), bisogna tenere conto solo dei movimenti che hanno contribuito a fondare, alimentare e mantenere Pap. I gigginiani, invece, sono convinti e portano avanti la tesi che Potere al Popolo non debba essere solo espressione delle realtà che orbitano intorno all’Ex Opg, ma debba essere aperto a una confederazione di partiti e di associazioni. Quindi, secondo tale argomentazione, Potere al Popolo dovrebbe coinvolgere insieme agli arancioni, tutti quelli vicini al sindaco di Napoli, e anche gli ex di Rifondazione comunista. Che con le elezioni europee andranno inevitabilmente a perdere posizioni, scranni, benefit, stipendi e che quindi starebbero cercando un modo per ricollocarsi.

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Riproduzione Riservata