Due momenti delle manifestazioni 'Marea Azzurra' e 'Simmo gente 'e core' (fonte Facebook)

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di Giancarlo Tommasone

Altro che «Marea azzurra». Come qualcuno ha subito tenuto a sottolineare sui social, si è trattato appena di una «ondina». Stylo24 aveva previsto la possibilità di una partecipazione scarsa alla manifestazione dello scorso sabato, quella organizzata dall’ex consigliere comunale Gennaro Esposito (durante il primo mandato di de Magistris sedeva in maggioranza).

L’avvocato ha provato
a coinvolgere, facendole convergere
sotto lo stesso vessillo,
circa 40 sigle tra associazioni
e comitati cittadini,
ma alla fine è stato
un flop: appena 400
le persone
che sono scese in piazza

Vuol dire, che nella migliore delle ipotesi, ogni gruppo ha portato a manifestare 10 unità. Davvero poco. Quali i limiti e i difetti di un evento del genere? Innanzitutto la eterogeneità dei partecipanti, che poco o nulla avevano in comune dal punto di vista dei temi: vivibilità, viabilità, problematiche di singolo quartiere, sanità, manutenzione stradale (solo per citarne alcuni).

La manifestazione è tornata
indietro come un boomerang,
volgendo a favore di de Magistris
(che ha ironizzato sul tentativo fallito)

Alla fine tutto si è ridotto a una «macedonia» mal riuscita che, come un boomerang, non ha fatto altro che volgere a favore di uno dei rappresentanti istituzionali da contestare, vale a dire il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Gli obiettivi dei manifestanti, altro difetto della protesta, erano addirittura tre: oltre al già citato primo cittadino partenopeo, c’erano anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e il Governo. Qualcuno si è chiesto: a questo punto perché non manifestare direttamente a Roma?  In effetti, forse, avrebbe avuto più senso. Anche perché portare all’attenzione del sindaco di Napoli, per esempio, l’inefficienza della sanità campana, tema su cui non ha assolutamente competenza, è qualcosa di inutile. Allora, c’è pure da domandarsi: perché l’associazionismo a Napoli – rispetto a quanto invece si registra nelle altre metropoli italiane – non riesce a fare presa sui cittadini e non riesce ad ottenere risultati rilevanti? Ipotizziamo che ci siano eccessivi frazionamento e distanza, sia tra le sigle, che tra i temi trattati da comitati e associazioni.

E poi, a Napoli, manca un leader, un personaggio con un carisma tale da riuscire a portare le masse in piazza contro le istituzioni, si chiamino esse Comune, Regione o Governo. «Marea Azzurra» è stata capitanata da Esposito, che avrebbe velleità di ripresentarsi in politica nel corso delle prossime comunali a Napoli. Insieme ad Esposito, lo scorso sabato, si sono fatte vedere altre persone che potrebbero iscriversi alla tornata del 2021.

Il tentativo di contestare de Magistris è fallito, la stragrande maggioranza dei partenopei non si è nemmeno accorta
della manifestazione di sabato mattina

E anzi, il corteo con il foulard azzurro ha perfino dato modo al sindaco di ironizzare: «C’è qualche avversario politico che da anni cerca di portare migliaia di persone in piazza senza riuscirci. Aspettassero le elezioni del 2021 in cui io non ci sarò e forse allora se la potranno giocare, ma se questo è il preludio di una campagna elettorale per sconfiggerci allora sono molto incoraggiato… pensavo fosse una manifestazione di tifosi napoletani che con il fazzoletto azzurro chiedevano di non vendere Allan». Luigi de Magistris si è così espresso, a margine dell’iniziativa «Simmo gente ’e core» andata in scena all’Augusteo, proprio nel pomeriggio di sabato.

L’evento arancione all’Augusteo
e la strategia elettorale della «desalvinizzazione»

Facendo la media delle diverse stime, alla manifestazione in teatro avrebbero preso parte più di 500 persone. Un evento da cui è venuto fuori un messaggio preciso: l’Italia si sta desalvinizzando. Naturalmente, il sindaco, che dà per assodato che Napoli sia già desalvinizzata, adotta l’identica strategia di qualche anno fa, quando la città fu dichiarata «derenzizzata» («liberata» cioè da Matteo Renzi). Strategia che risultò essere vincente in occasione delle Amministrative del 2016. Ma perché de Magistris torna a scegliere un antagonista politico del Governo, Salvini, appunto? Proprio perché ha necessità di sopravvivere dal punto di vista elettorale, adesso che è isolato e che a Napoli ha esaurito i mandati a disposizione. In occasione delle Europee e poi delle Regionali, il sindaco prova a riproporre lo schema che si caratterizza per questi passaggi: individuare un nemico; ergersi ad antagonista; fare leva sui gruppi organizzati che fungono da «braccio operativo» per sollevare il caso anche a livello mediatico.

Il ruolo «operativo» di Insurgencia

Non è da sottovalutare il tempismo con cui si è verificato un altro episodio: il giorno seguente al proclama con cui veniva lanciata la campagna di «desalvinizzazione», esponenti di Insurgencia (gruppo legato apertamente a de Magistris) hanno fatto «irruzione» all’interno dell’hotel Ramada, dove si teneva la scuola di formazione della Lega.

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