venerdì, Ottobre 7, 2022
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Ecco quel che il sindaco può iniziare a fare contro i clan

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di Giancarlo Tommasone

La camorra? «Per distruggerla attendiamo dal Governo atti concreti». Così parlò Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del Mattino intitolata a Giancarlo Siani. Caro Giggino, allora, non ci resta che attendere, inutilmente.

Anche perché il presidente della Camera,
un napoletano, si è accorto solo da qualche ora, più o meno, che nella sua città
d’origine si fanno le stese

Lasciando stare l’ultima uscita di Fico, che definire geniale è poco, occupiamoci, invece di quanto nell’immediato potrebbe fare il Comune per il contrasto alla criminalità organizzata. Che non si attua solo attraverso i corpi speciali e i maxiblitz per stanare pericolosi latitanti, ma anche con l’azione della Municipale, utilizzata come vera e propria forza di polizia. Del resto i vigili urbani dovrebbero (il condizionale, a causa dei mezzi risicati di cui dispongono i caschi bianchi napoletani, è d’obbligo) avere tutto il necessario per espletare tale compito: manette, pistole, finanche la possibilità di condurre indagini di polizia giudiziaria.

Perché il Comune non comincia ad utilizzare il Corpo come
forza di polizia vera e propria, partendo proprio dal Vasto?

Non c’è bisogno di De Luca né tanto meno delle inchieste giornalistiche (la nostra, sull’argomento, risale a circa un anno fa) per accorgersi che nel quartiere alle spalle della Ferrovia, la camorra impiega immigrati come pusher. Vogliamo ricordare al sindaco che tale attività fiorisce da diversi anni, da quando il territorio del centro cittadino è appetito dalle diverse cosche in lizza. Al Vasto, poi, come alla Duchesca e in altri quartieri caldi, si registra un altro fenomeno: quello dell’ambulantato irregolare.

E inchieste della magistratura (da ex pm, il sindaco dovrebbe saperlo bene) hanno appurato che il mercato del falso, quello per esempio
dei cd ‘pezzotto’ e delle borse taroccate, è gestito dalla camorra

Mentre si attende il ‘panariello’ del Governo, che non scenderà, non sarebbe meglio utilizzare gli agenti della Municipale per controlli serrati contro pusher e ambulanti? Ricordiamo pure al sindaco, che quando il delegato alla Sicurezza era l’assessore Giuseppe Narducci e il comandante dei vigili era Luigi Sementa (entrambi allontanati), i caschi bianchi erano impiegati per i blitz a Scampia, altro che i controlli appiedati lungo la bellissima Via Chiaia.

Altro problema, quello dei parcheggiatori.
Perché aspettare che ad occuparsene sia la polizia di Stato?

Non si potrebbe intervenire con una task-force di vigili urbani per il contrasto effettivo di altri dipendenti della camorra, quali sono appunto i posteggiatori fuorilegge? Del resto, i parcheggiatori – come riportato da più organi di stampa – sono stati visti operare anche davanti al Comune, nella zona tra Palazzo San Giacomo, Consiglio Comunale e Maschio Angioino. Passando nello specifico all’attività dell’Amministrazione, per contrastare la camorra, perché non si comincia col pagare le bollette dell’Enel per riattivare l’impianto di videosorveglianza alla Sanità? Perché non si predispone maggiore illuminazione presso budelli oscuri, stradine del centro storico a ridosso dei Decumani, così da creare una condizione di sicurezza percepita, deterrente contro azioni violente, predatorie e criminali?

Nei giorni scorsi, il sindaco ha pure detto che per sopperire all’emergenza abitativa, avrebbe attinto dal patrimonio immobiliare del Comune, invitando chi non ha casa, (quasi) all’occupazione. Per contrastare la criminalità organizzata, farebbe bene a cacciare camorristi e famiglie di camorristi che occupano da anni abitazioni popolari e offrire la dignità di un alloggio a persone perbene, con problemi seri sulle spalle, come mancanza di lavoro e familiari affetti da disabilità. Ce ne sono a centinaia di storie come queste. Caro sindaco, dobbiamo continuare con l’elenco?

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