Enrico Panini e Luigi de Magistris

di Giancarlo Tommasone

«Caro sindaco, veniamo noi, con questa mia a dirvi, una parola» avrebbero forse scritto nel loro personalissimo e sgrammaticato italiano i geniali fratelli Capone. Da qui partiamo per parlare della lettera di scuse apparsa su una delle pagine Facebook del sindaco Luigi de Magistris. Trattasi, pubblica la fascia tricolore, della missiva inviata da un 65enne, non si sa da quale città d’Italia, all’indirizzo di posta elettronica del sindaco, lo scorso 18 dicembre. «Riceviamo tantissime lettere, mail e messaggi. Critiche , suggerimenti, inviti ed apprezzamenti. A volte ne capitano alcune che ci colpiscono particolarmente e questa lo è senz’altro. Perché è rivolta a tutti i cittadini di Napoli attraverso il loro Sindaco e penso sia giusto far giungere a tutti il messaggio di “scuse” di Giovanni», scrive de Magistris.

Giovanni è uno che nella vita era stato sempre prevenuto
verso tutto quello che era napoletano, accostando Napoli
e i partenopei a fregature, illegalità, sporcizia, delinquenza.

Ma tre giorni passati in città lo hanno fatto ricredere. «Mi sto ancora stropicciando gli occhi, ho visto una città bellissima, viva, ospitale, sicura… ho visto una metropolitana luccicante, e potrei continuare all’infinito, ma non voglio farLe perdere tempo», scrive Giovanni rivolgendosi al sindaco. A proposito di de Magistris, scrive ancora: «Sappia e l’ho constatato di persona, che i napoletani la amano e che Le attribuiscono il merito dei risultati raggiunti… quindi penso che farà il Sindaco ancora per molti anni». E poi il gran finale: «La prego, a mio nome chieda ‘scusa’ a tutti i napoletani. Un abbraccio e W Napoli».

In calce al post non sono mancati
reazioni e commenti. Alcuni pure molto
critici sia verso Giovanni che verso de Magistris.

Uno degli internauti scrive: «L’ho votata, ma questa lettera è un pezzotto». E un altro ipotizza: secondo me chi ha scritto la lettera non si chiama Giovanni, ma Luigi (stesso nome di battesimo del sindaco). Singolare il fatto che la lettera sia stata inviata il 18 dicembre scorso, ma solo il successivo 3 gennaio è stata messa a fascicolo. E poi postata ieri pomeriggio, con un tempismo che a molti è apparso troppo perfetto. Non sono mancati i commenti di chi dice come ci si ritrovi ancora una volta davanti alla solita autocelebrazione di Giggino e della sua Amministrazione.

In effetti, nelle ore precedenti, a tessere le lodi di sindaco e città di Napoli, era stato Enrico Panini. Inviato a mo’ di ministro degli Esteri del Regno di Partenope, a Malta, per la vicenda Sea Watch, il vicesindaco aveva scritto su Facebook: «La signorina alla reception, quando ha visto il mio indirizzo di posta elettronica (dal quale si evince che sono assessore del Comune), ha dedicato frasi molto belle al Sindaco di Napoli definendolo il miglior Sindaco d’Italia… ma domani incontreremo il comandante della nave per esprimere a lui tutta la nostra ammirazione e sostegno. Gli diremo di oltre 500 imbarcazioni disponibili, di una signora che mette a disposizione 15 yacht e che in poche ore ha reclutato skipper da tutt’Italia (ma in numero di gran lunga superiore al bisogno), gli diremo di medici, case, avvocati, volontari. Gli diremo del cuore grande di un Sindaco e di una intera città».

Non poteva mancare, nella speciale rassegna
sul «grande cuore di Napoli», Egidio Giordano,
sedicente leader di Insurgencia,
che non si sa in che veste, scrive sempre su Fb.

«Sono appena arrivato a Malta. Da stasera, con il vicesindaco Enrico Panini, abbiamo in programma una serie di incontri con l’equipaggio della Sea Watch per portare innanzitutto la solidarietà del comune e della città di Napoli all’equipaggio e ai migranti ostaggio del cinismo italiano ed europeo ma anche per dimostrare che il nostro impegno non è vuota propaganda ma concreta volontà di dare una mano per sbloccare una situazione che è diventata insopportabile».

Visto che Giordano, novello Kofi Annan,
parla a nome del Comune e della città di Napoli,
è lecito chiedersi: è stato autorizzato a farlo?

E nel caso, chi lo ha autorizzato, visto che non ricopre alcuna carica istituzionale (sempre che non vogliamo considerare carica istituzionale il suo essere legato sentimentalmente a una consigliera comunale)?