Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

Ha creato eccitazione (tra i grillini e gli anti de Magistris) e preoccupazione (tra i sostenitori del sindaco) la notizia pubblicata da Stylo24 sul piano dei pentastellati per rendere incandidabile il primo cittadino di Napoli.

Da sinistra Luigi Di Maio Matteo Brambilla e Roberto Fico
Da sinistra Luigi Di Maio Matteo Brambilla e Roberto Fico

Un progetto che prevede il parziale ribaltamento dell’emendamento salva-Giggino, proposto dal senatore Ugo Grassi, che allo stato attuale consentirebbe all’Amministrazione arancione di sopravvivere anche a una eventuale seconda bocciatura della Corte dei Conti (la prima già c’è stata) adottando lo spalma-debito a trent’anni.

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Il senatore del M5S Ugo Grassi

Il contro-emendamento prevede, invece, sì il salvataggio dei conti dell’Ente, e quindi sventerebbe il pericolo di un dissesto, ma farebbe scattare la tagliola della incandidabilità per gli amministratori, così come accade – appunto – in caso di dissesto finanziario. In questo modo, addio sogni di gloria (regionale) per de Magistris per almeno dieci anni.

Al contro-emendamento sta lavorando un gruppo di attivisti
affiancati da due docenti universitari chiamati a «limare»
le asperità di incostituzionalità del provvedimento.

Il testo è quasi pronto, e – da quanto apprende Stylo24 – si passerà adesso alla fase due. Ovvero all’avvio delle trattative tra i proponenti e i gruppi di Camera e Senato del Movimento.

L’assessore Enrico Panini mentre fa volantinaggio in strada contro il “debito ingiusto”

Al fine di far recepire l’emendamento, proposto dai militanti del territorio, e di evitare il corto-circuito nella navetta tra Palazzo Madama e Montecitorio di un testo che potrebbe essere visto come una smentita alla proposta di Grassi. A occuparsi del «dialogo» tra i Palazzi romani e il gruppo di lavoro dovrebbero essere un senatore e due deputati, in particolare.

Dal Senato arriverebbero segnali incoraggianti,
in questo senso.

Non ci sarebbe alcun problema, dicono fonti romane, ad accogliere un eventuale provvedimento correttivo all’emendamento di Ugo Grassi. Perché – spiega uno dei portavoce campani – «prima non lavoravamo a favore di de Magistris, né oggi stiamo lavorando contro. Ci interessa il risultato politico di salvare il maggior numero di Amministrazioni».