Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca

Bene ha fatto il primo cittadino partenopeo a rintuzzare il governatore, il Pd metropolitano e l’ex attore dei film di Mario Merola, Walter Ricciardi

di Giancarlo Tommasone

Stylo24 non può certo essere accusato di simpatizzante, fiancheggiare, di aver mai parteggiato o di parteggiare per Luigi de Magistris, ma in questo momento storico è chiaro come occorra una voce autorevole istituzionale, che si contrapponga al clima di terrore e di sospetti, instaurato da Palazzo Santa Lucia. E questa voce, oggi, deve essere incarnata dal sindaco della terza città d’Italia. Bene ha fatto de Magistris a rintuzzare il governatore per quanto riguarda la scelta scellerata di annunciare in diretta Facebook – senza aver concordato alcunché, nemmeno col Governo – l’imminente lockdown in Campania. Vincenzo De Luca sta utilizzando un tono e un livello di comunicazione che spaventa le persone, e chi è terrorizzato agisce in maniera inconsulta. D’altro canto, il Pd, invece di fare autocritica, rispetto alle modalità di gestione del proprio massimo rappresentante territoriale – cioè il presidente della Campania -, sta attaccando la città di Napoli, la sua Giunta, la sua Amministrazione a proposito di mancanze che non fanno assolutamente capo a Palazzo San Giacomo. Vogliamo ricordare che la sanità è di competenza regionale e la gestisce De Luca. I trasporti? Tranne quelli cittadini, disastrati – ma sappiamo che questo è un problema endemico -, De Luca a livello regionale, ha detto di averli risanati e si è fatto addirittura garante del buon funzionamento degli stessi. Altri due fallimenti clamorosi del governatore? La scuola e l’organizzazione della rete ospedaliera. Ci chiediamo, a tal proposito, come molti sostenitori – istituzionali e non, del presidente – abbiano potuto affrettarsi a dare la colpa a de Magistris rispetto alla mancata programmazione degli interventi preventivi sul Covid. Su questo versante, il sindaco non ha responsabilità né alcuna colpa. Ribadiamo: noi continuiamo a essere all’opposizione di de Magistris, opposizione principalmente culturale e dei fatti, perché la sua è stata una attività di governo cittadino disastrosa. Ciononostante, non possiamo esimerci dal rilevare che il sindaco ha ragione anche quando replica immediatamente e con forza a Ricciardi, che da semplice consulente del ministro, nel corso di un webinar, sgancia una bomba atomica, affermando che Milano e Napoli (la seconda e la terza città più grandi d’Italia, con Milano che è il motore economico del Paese) devono andare in lockdown. Ha fatto bene il sindaco a scrivere, insieme all’omologo Sala, al ministro Speranza, per chiarire una cosa: a che titolo Ricciardi ha fatto una dichiarazione del genere? E’ stato autorizzato dal ministro della Salute, oppure è stata una decisione presa dall’ex attore dei film di Mario Merola? Si tratta di un parere importante, di un parere che pesa e dagli eventuali pesantissimi effetti. Si tratta, lo ripetiamo, di un parere chiesto, e quindi vincolante, oppure di una uscita di esclusiva paternità di Walter Ricciardi? Altro capitolo a parte merita il segretario del Pd di Napoli, Marco Sarracino, che ha accusato de Magistris e i suoi, di essere irresponsabili e di soffiare sul fuoco. Anche in questo caso non si è fatta attendere la risposta della Giunta, che così ha replicato: «Il comunicato diffuso dal Pd metropolitano sembra voler distogliere l’attenzione dalla grave situazione sanitaria, economica e sociale che stiamo vivendo costituendo extra ordinem, dunque ben oltre i ruoli di competenza che il Pd riveste al livello di Governo e al livello regionale, una struttura estranea, definita “cabina di regia”, per mettere in piedi un dialogo istituzionale tra Governo e Regione». E’ vero, Sarracino, è sbagliato soffiare sul fuoco, come è sbagliato che rappresentanti dell’istituzione cavalchino il malcontento, ma è altrettanto sbagliato far ricadere tutta la colpa su un de Magistris, in questo momento, barricadiero. E non su un finto governatore istituzionale, che invece, con una improvvida uscita, ha fatto scatenare il conflitto di piazza. Ribadendo per la terza volta, la nostra opposizione al sindaco di Napoli, riteniamo infine, condivisibile l’appello rivolto dal primo cittadino partenopeo «alle persone che hanno un età superiore ai 65-70 anni e a persone con patologie, a ridurre al minimo l’attività sociale salvo che per necessità». Anche su questo versante, la comunicazione conta, ed è auspicabile che si usino toni adeguati, in questo momento drammatico: non dimentichiamo, che De Luca aveva definito alcuni rappresentanti della terza età, dei cinghialoni.

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