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Doveva essere un semplice scambio di missive tra il sindaco de Magistris e il ministro per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. Ma il primo cittadino si è lasciato scappare un’espressione che non è piaciuta ai dipendenti comunali. De Magistris infatti, nel chiedere al ministro l’ennesima proroga per le graduatorie del concorso Ripam, dalle quali il Comune vorrebbe attingere il personale idoneo nel 2019, mette in evidenza quelle che sono le difficoltà che l’amministrazione vive in questo particolare momento storico: “Il reclutamento di questo contingente di personale – scrive il sindaco riferendosi appunto alla graduatoria Ripam – si è dimostrato indispensabile, se non vitale, in un contesto in cui la situazione dell’organico comunale presentava (e presenta) – aggiunge l’ex pm – fortissime criticità dovute alla elevata età media dei dipendenti in servizio, ad una bassa qualificazione professionale e a forti carenze soprattutto in alcuni settori e profili a contenuto tecnico”.

Senza troppi giri di parole, per il sindaco i suoi dipendenti non sono qualificati professionalmente, o comunque con un “basso” profilo. La lettera inviata alla Bongiorno ha fatto il giro di Palazzo San Giacomo ieri ed è finita nelle mani di qualche sindacalista che promette battaglia.

 

Ma al di là delle organizzazioni sindacali, i più indispettiti sono proprio i dipendenti, tra cui c’è chi ha speso una vita negli uffici del Comune. Sentirsi chiamare in ballo per una bassa qualificazione professionale non deve essere piacevole. In fondo se Palazzo San Giacomo in questi sette anni si è tenuto a galla è grazie ai comunali, che hanno portato avanti la baracca nonostante i ritardi sui ticket mensa (per alcuni mesi non sono stati neanche erogati), gli straordinari tagliati e il tardivo accordo sottoscritto ieri mattina per il contratto decentrato, tra l’altro non condiviso con tutte le organizzazioni sindacali (la Cgil non ha sottoscritto l’atto).

Ci si aspetta adesso la solita pezza a colori, il passo indietro di Giggino, che elogerà tutti i dipendenti, nonostante il rapporto – almeno con la maggior parte – sia logorato da tempo.

Leonida

 

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