Il capo ufficio stampa del Comune di Napoli, Mimmo Annunziata, e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (dal profilo Fb)
Il capo ufficio stampa del Comune di Napoli, Mimmo Annunziata, e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris (fonte Fb)

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di Giancarlo Tommasone

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Mai che gli facciano la domanda giusta, a Giggino. Va bene che siamo su TeleKabul, ma qualcuno gli avrebbe pure potuto chiedere, come mai, l’impegno profuso da Napoli nella lotta all’evasione fiscale, abbia portato nelle casse del Comune solo 150 euro. Tralasciando il paragone con Milano, che vede confluire in Municipio, poco più di un milione e 300mila euro, quanto ottenuto dal capoluogo partenopeo non regge nemmeno il confronto con Lovere.

Per chi non lo conoscesse (cosa alquanto facile),
è un piccolo centro del Bergamasco, di circa 5.190 anime.

Quest’anno, il paesotto dell’Alto Sebino porta a casa quasi 457mila euro. Facendo un po’ di conti sono circa 88 euro per abitante. A Napoli, non si arriverebbe nemmeno a un centesimo a cittadino. Qualcuno potrà dire, che Lovere in provincia di Bergamo, è estremamente più piccolo di Napoli, più facile da gestire e di conseguenza, lì è più semplice portare la lotta all’evasione.

Va benissimo, ma allora ci chiediamo come mai Roma
riesca ad essere premiata con 144mila euro,
vale a dire quasi mille volte il misero bottino di Napoli.

Il sindaco de Magistris, però, nella giornata in cui il Viminale ha sbloccato i fondi per i Comuni virtuosi, invece di spiegare alla popolazione come mai si continui a segnare il passo nella lotta all’evasione fiscale, interviene su tutto e non su un problema serio per la città. Perché i soldi, quelli veri, quelli che non ci sono – non sappiamo se il sindaco se ne renda conto -, rappresentano il principale problema del capoluogo partenopeo.

Gli assessori Enrico Panini e Ciro Borriello, e in alto il sindaco Luigi de Magistris

Contro cui nulla può il «Pil della felicità» più alto d’Italia e del mondo. Dalla web tv del Comune, ribattezzata da Stylo24, TeleKabul arancione, il sindaco, dunque non interviene sui soldi che non arriveranno ma parla nell’ordine di: Quattro giornate di Napoli; identità sessuali; bistecca alla fiorentina; pubblicità di Netflix. Passi l’intervento sulle Quattro giornate, appuntamento che va sempre tenuto nella massima considerazione, anche se per arrivare al 27 settembre mancano più di dieci giorni.

Il sindaco Luigi de Magistris e lo speaker radiofonico Valter De Maggio in acqua a Via Partenope

Ci si chiede però: ai napoletani, cosa importa della bistecca alla fiorentina, della pubblicità di Netflix (quella dell’abusata storia del traffico cittadino), delle identità sessuali a New York (con tutto il rispetto per identità sessuali e newyorkesi)?

Il punto è: queste domande, Giggino se le fa fare, le prepara prima? Oppure gliele fanno spontaneamente?

Certo, lo ribadiamo, siamo sempre su TeleKabul, ma ogni tanto magari, sarebbe bello cambiare registro. Al napoletano, magari piacerebbe sentire parlare il sindaco sulle cose serie della città e su ciò che servirebbe per migliorarla. E non di massimi sistemi, non della X, che oltre alla M e alla F, si potrà apporre nella casella apposita sul certificato di nascita, a partire dal 2019 a New York.

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