luigi cesaro
Luigi Cesaro

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La giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di Palazzo Madama ha detto no all’uso di alcune intercettazioni telefoniche che vedevano coinvolto Luigi Cesaro. A salvare il senatore campano di Forza Italia, rinviato a processo con l’accusa di voto di scambio in occasione delle elezioni regionali del 2015, i pareri positivi della Lega (contrari i 7 componenti del Movimento 5 Stelle, astenuti i 4 del Pd). Alla base del ‘no’ una questione di incompatibilità. In quanto l’imputato al momento dei fatti era un deputato della Camera, quindi secondo la giunta del Senato a dover decidere deve essere quest’ultima. In altre parole, tutto da rifare a fronte di telefonate che, secondo il gip del Tribunale di Napoli Nord, Antonino Santoro, sarebbero state molto importanti, forse anche decisive.

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L’inchiesta che vede coinvolto l’ex presidente della Provincia di Napoli si rivolge alle elezioni della primavera del 2015 in cui il figlio Armando era candidato alle elezioni regionali. Secondo la Procura, per favorirne la nomina, “Giggin a’ purpett” non avrebbe lesinato promesse di appalto (persino quella di uno da 10 milioni di euro in una delle Area di Sviluppo Industriale nel Casertano), nomine e favori, più o meno grandi, nelle amministrazioni.

 

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