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E’ stato presentato mercoledì 31 ottobre “Il Codice Massonico di Ischia”, un libro in cui la direttrice della biblioteca Antoniana, Lucia Annicelli, sull’isola verde ha riportato alla luce un antico manoscritto nascosto durante il ventennio fascista. Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, al suo interno erano contenute una criptica dichiarazione, una raffigurazione iniziatica e una serie di indacazioni su una loggia massonica settecentesca.

Lucia Annicelli, direttrice della biblioteca Antoniana d’Ischia

Il documento, datato 1751, venne nascosto da un sacerdote ischitano, Onofrio Buonocore, all’interno di una edizione del ‘De rerum natura’ di Lucrezio. Rilegatura non casuale, dato che l’opera è alla base della massoneria speculativa. Ed è l’unico che racconti dal suo interno una Officina massonica, ovvero quella fondata a Napoli a metà del ‘700 dal lionese Louis Larnage.

Al suo interno, tra i vari simboli, tra cui il tempio massonico con tutti i suoi riferimenti, anche la cosiddetta “dichiarazione dell’Acquavitaro”. Ovvero una confessione di un massone, arrestato in seguito all’editto borbonico del 1751 contro le Logge, che sperava di essere liberato raccontando i segreti dell’Officina. Che svelerà anche il regolamento, il rituale di iniziazione, la storia della Loggia e il suo moltiplicarsi. Secondo gli studi di Annicelli a essere così collaborativo con le autorità sarebbe stato lo stesso Larnage.

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