Una mossa che nasconde la volontà di confessare?

Sabato mattina i giudici della Corte di Assise di appello hanno ricevuto un telegramma dal carcere di Poggioreale. Scritto da Luca Materazzo, il 39enne condannato all’ergastolo per l’omicidio del fratello Vittorio, consumatosi il 28 settembre 2016 con quaranta coltellate inferte alla vittima. Una mossa che ha spiazzato tutti, anche considerando che venerdì mattina, lo stesso Luca aveva ricevuto, come riporta un articolo del ‘Mattino’, a firma del collega Leandro Del Gaudio, i suoi legali, per iniziare un lavoro finalizzato a ribaltare la sentenza all’ergastolo.

Difficile immaginare cosa possa aver portato a questa decisione da parte di chi, da due anni, viene definito come un detenuto modello nel carcere di Poggioreale, al netto di alcune minacce confessate ad assistenti sociali, che, però, non hanno trovato riscontri. Forse a una confessione, che, però, proprio perché avvenuta all’esterno di un’aula di giustizia, non garantirebbe alcuno sconto sotto il profilo processuale.

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