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I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna (Napoli) hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di due indagati ritenuti responsabili di violenza privata e tentata estorsione, aggravate dalla circostanza di appartenere al clan Puca a Sant’Antimo (Napoli). Nel mirino dei carabinieri, fanno sapere gli stessi militari, è finito Lorenzo Puca ritenuto “esponente di spicco dell’omonimo gruppo, figlio di Pasquale ‘o minorenne, storico capo del sodalizio”.

L’arresto di Lorenzo Puca all’aeroporto di Fiumicino il 9 giugno 2012

Nel corso delle indagini, secondo l’accusa, è emersa anche la partecipazione di un imprenditore edile: l’uomo avrebbe fatto da ‘intermediario’ organizzando alcuni incontri con vittime taglieggiate per costringerle a vendere sei appartamenti a una società, scelta dal sodalizio, e a cedere a Puca altri tre appartamenti e la somma di 25mila euro.

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