(Nella foto il boss detenuto Edoardo Contini)

Un sistema di insospettabili incensurati per incassare il sussidio statale, nei guai 25 nuclei familiari: raffica di sequestri tra l’Arenaccia, San Carlo all’Arena e Scampia

I tentacoli dell’Alleanza di Secondigliano si allungano sui sussidi statali per i disoccupati. La guardia di finanza di Napoli ha eseguito questa mattina numerosi perquisizioni e sequestri nei confronti di 25 nuclei familiari riconducibili al clan Contini. L’operazione è stata condotta sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli e ha consentito di fare luce sul nuovo affare della cosca con base al rione Amicizia e al Vasto.

Nelle procedure di richiesta del Reddito di cittadinanza si sono esposti incensurati, apparentemente in regola riguardo ai requisiti per ottenere il beneficio statale, i quali però hanno omesso al momento di dichiarazione di comunicare all’Inps la presenza di familiari condannati o sottoposti misure cautelari per reati associativi di tipo mafioso. Il clan Contini è egemone a Napoli, nei quartieri Vasto, Arenaccia e San Carlo all’Arena, e, secondo la finanza, notoriamente in grado di infiltrarsi efficacemente nel tessuto sociale ed economico, anche legale, partenopeo. L’attività investigativa è stata condotta dal Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli, gruppo specializzato nelle operazioni anticamorra e negli accertamenti economico-finanziari più complessi. I controlli delle fiamme gialle sono stati eseguiti anche in virtù di una normativa, quella sul Reddito di cittadinanza, molto rigorosa sull’obbligo di indicare, nella domanda, l’inesistenza nel proprio nucleo familiare di soggetti con trascorsi per reati associativi di tipo mafioso. Scattano altrimenti, come in questo caso, le procedure di revoca del beneficio, in stretta collaborazione con l’Inps.

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Sono state sequestrate somme per circa 270.000 euro indebitamente percepite dagli indagati nel periodo che va da aprile 2019 a novembre 2020, oltre che le carte prepagate utilizzate per l’erogazione del beneficio. Gli accertamenti economico-patrimoniali condotti dalle fiamme gialle hanno messo inoltre in luce un tenore di vita, per alcuni soggetti, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, come dimostrato dall’acquisto di beni di lusso e dalla frequentazione di rinomate località vacanziere in Italia e all’estero. Le perquisizioni e i sequestri sono stati eseguiti in diverse zone della città di Napoli (Avvocata, Borgo Sant’Antonio Abate, Poggioreale, San Carlo all’Arena, San Lorenzo, Scampia, Stella, Vicaria), e nei comuni di Quarto, Sant’Antonio Abate, Cicerale, oltre che a Reggio Emilia. Sottoposte a perquisizione anche le sedi di quattro centri di assistenza fiscale operanti a Napoli e provincia, utilizzati dai percettori del sussidio per la presentazione delle domande.

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