sabato, Agosto 13, 2022
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L’occasione perduta del gruppo di Est(ra) Moenia

Le spaccature non hanno consentito la costruzione di una candidatura alternativa a Jannotti Pecci

Il malessere all’interno dell’Unione degli Industriali di Napoli serpeggiava già da un po’ di tempo e le spaccature, seppur nascoste, a un occhio attento potevano già apparire evidenti. La vicenda Est(Ra) Moenia ha solo fatto deflagrare una situazione già complessa di per sé. In realtà è bastato davvero poco, la presentazione di un’associazione a cui parteciparono personaggi di spicco della politica e dell’industria che mandò su tutte le furie il presidente Maurizio Manfellotto e il past president Antonio D’Amato.

Da quel giorno però tutti i nodi sono venuti al pettine con uno scambio reciproco di accuse tra le «fazioni» in campo, nessuna delle quali però, sembra aver trovato lo spunto decisivo per la vittoria finale. La stessa corrente capeggiata dall’attuale presidente è sembrata debole, con tanti che si sono lamentati per il clima di ostilità che serpeggia nell’associazione.

Lamentele che sono culminate con una serie di dimissioni, tra cui ben tre past president (Graziano, Prezioso e Lettieri), e la lettera inviata da 44 imprenditori a Confindustria nazionale. Benché respinta quella richiesta d’aiuto, è sintomatica del malessere diffuso a Palazzo Partanna. Ed è sembrata debole perché per tirarla fuori dagli impicci c’è stato bisogno di un intervento di viale dell’Astronomia che pur di aiutare Manfellotto (su probabile pressione di D’Amato) ha dovuto sconfessare se stessa.

Se Sparta piange, Atene non ride

Dall’altro canto i «rivali» non possono ritenersi soddisfatti. Perché hanno perso un uomo forte come Francesco Tavassi che occupava lo scranno di numero due, incarico che gli è stato revocato dopo il «fattaccio» Est(ra) Moenia. Hanno visto uscire diversi «pezzi da 90» come i tre past president. E non sono riusciti a costruire una candidatura per le prossime elezioni «presidenziali» di maggio. Le dimissioni, ma anche la lettera a Roma, non hanno seguito una linea unica ma si è proceduto in ordine sparso, circostanza che ha messo in risalto una spaccatura.

Divisione che è emersa anche nel fatto che non si è riuscito a costruire una candidatura alternativa a Costanzo Jannotti Pecci, l’uomo di D’Amato e Manfellotto, che ora sembra destinato a occupare lo scranno più alto dell’Unione degli industriali di Napoli. A giugno quasi sicuramente ci sarà un nuovo presidente a cui spetterà un compito ben difficile: ricostruire l’associazione dalle macerie di una «guerra» che forse poteva essere evitata.

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