Mille euro per comprare il silenzio dell'affiliato nullafacente (foto di repertorio)

I soldi versati dal reggente del clan per paura che il malavitoso possa svelare i segreti della cosca

Da anni relegato ai margini dell’organizzazione (un potente clan del Vesuviano), dalle intercettazioni effettuate dagli 007 dell’Antimafia, emerge «come un individuo dotato di una mentalità criminale non eccelsa». Eppure la cosca continua a fargli trovare lo stipendio a fine mese, 1.000 euro, a cui contribuisce per la metà, il reggente della consorteria malavitosa. Due affiliati di rango vengono intercettati mentre discutono proprio della circostanza. «Hai capito a Peppe? Pure questa volta gli hanno dato i soldi», afferma uno degli interlocutori.

Gli fa eco il sodale: «Eh, ho sentito. Ma questo a che serve? Non serve a niente e comunque lo teniamo sopra le spalle (a carico relativamente al sostentamento economico, ndr)». In effetti, il personaggio di cui parlano, è poco stimato sia dai vertici che dagli altri componenti del clan, tanto è vero che quando si tengono delle riunioni, «lo mandano a prendere il caffè e non lo fanno assistere alle discussioni». I due  malavitosi intercettati si chiedono pure come sia possibile che dopo tanti anni, Peppe, ormai fuori dai giochi, e che per l’organizzazione non compie più alcuna attività («fa le estorsioni per conto suo», commentano i camorristi), abbia ancora diritto allo stipendio.

ad

Tra le ipotesi ventilate, anche quella di un suo possibile avvicinamento alle forze dell’ordine. «Forse, così se lo tengono buono», convengono i due «compari». Alla stessa conclusione giungono anche gli investigatori che in una informativa di polizia annotano: «Dai contenuti delle conversazioni intercettate emerge la circostanza dello “stipendio” che il clan ancora versa a un affiliato, nei confronti del quale, lo stesso reggente nutre scarsissima stima. Non è da escludere che il soggetto in questione (l’affiliato, ndr) sia depositario di informazioni, notizie e quant’altro», che se fossero divulgate, potrebbero nuocere all’intera organizzazione criminale.