In basso Nicola Schiavone (a sinistra), a destra il padre Francesco detto Sandokan

I soldi delle estorsioni vanno prima alle famiglie dei detenuti al 41bis e solo alla fine ai “picciotti” liberi

Così il clan dei Casalesi paga gli stipendi agli affiliati. È il pentito Rino Fasano, ex appartenente al gruppo del superkiller Giuseppe Setola, a raccontarlo ai pm antimafia che lo interrogano. In particolare, il collaboratore di giustizia spiega, riferendosi agli anni scorsi, che a ricevere materialmente il “danaro da tutti i referenti delle varie zone” era Nicola Schiavone, figlio del boss Sandokan e futuro collaboratore di giustizia, a sua volta.

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Schiavone jr, spiega l’ex camorrista, “si occupa di formare gli stipendi secondo un elenco di persone che gestisce direttamente lui”. Ovvero, questo: “i primi soldi vanno sempre alle famiglie di coloro che si trovano al 41bis (…) in secondo luogo vengono privilegiati coloro che hanno i familiari detenuti in carceri più lontane per coprire almeno in parte le spese di trasferimento per coloro che vanno a fargli visita (…) infine vengono gli affiliati liberi”. Fasano conclude affermando che il figlio di Sandokan “non usa telefono, ma manda soltanto biglietti”.