Un jammer, un disturbatore di frequenze per evitare di essere intercettati
Un jammer, un disturbatore di frequenze per evitare di essere intercettati

«Sistema Sant’Antimo», le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Claudio Lamino sul «controspionaggio» dei Puca

Ogni gruppo malavitoso, più o meno strutturato, ha spesso alle proprie dipendenze – o comunque se ne serve all’occorrenza  – tecnici specializzati per «bonificare» ambienti e autovetture, in cui si teme, che le forze dell’ordine abbiano potuto installare dispositivi per le intercettazioni.

Per quel che riguarda i clan di Sant’Antimo, e nello specifico la cosca dei Puca, la circostanza dell’esistenza degli «specialisti», emerge dalla conversazione captata tra Francesco ‘Pio’ Di Lorenzo (arrestato nell’ambito dell’operazione scattata lo scorso 9 giugno) e un suo sodale.

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«I soggetti indicati da Di Lorenzo, come coloro che avrebbero provveduto alla “bonifica del sito” – è riportato nell’ordinanza a firma del gip Maria Luisa Miranda – venivano facilmente identificati in Camillo Petito, e Antimo Puca, alias maulone, odierni indagati». Nel corso dell’interrogatorio reso il cinque maggio del 2017, il collaboratore di giustizia Claudio Lamino riferisce che era «proprio Antimo Puca ad occuparsi, nell’ambito del clan Puca, di mantenere i rapporti con un soggetto, un tecnico, a cui periodicamente faceva effettuare bonifiche ambientali per suo conto e per conto degli altri sodali».

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«Antimo Puca – fa mettere a verbale Lamino – si cominciò a preoccupare quando nell’estate del 2012 (eravamo tra luglio e agosto), dopo le prime dichiarazioni dei Marrazzo, diventati collaboratori, venne trovata una microspia dietro un condizionatore nei suoi depositi. Maulone si servì di una persona per fare una bonifica nei suoi depositi. Detta persona che fece la bonifica venne chiamata da Antimo Di Biase. Questa persona è stata chiamata numerose volte. Anche di recente, per fare la bonifica delle auto in uso agli affiliati al clan». Per ogni bonifica, rendiconta ancora Claudio lamino, «venivano corrisposti al tecnico tra i 400 e i 500 euro».