Il parcheggio abusivo in Largo San Marcellino a Napoli

La lotta tra Sibillo e Mazzarella per assicurarsi la gestione del parcheggio abusivo in largo San Marcellino

La zona del «ponte», nella primavera del 2019 ha rappresentato uno spazio fortemente conteso tra due organizzazioni malavitose del centro storico: quella dei Sibillo da una parte e quella dei Mazzarella, dall’altra. Con la parola «ponte», infatti, viene indicata l’area di parcheggio abusivo di Largo San Marcellino, spiazzo a due passi da vicolo Santi Filippo e Giacomo, «roccaforte» dei Sibillo. La gestione del parcheggio frutta alle famiglie di due affiliati della cosca, 400 euro a settimana.

La circostanza emerge da una serie di intercettazioni allegate all’inchiesta che alla fine di aprile ha scompaginato il gruppo di Forcella (eseguite 21 misure di custodia cautelare). Ma restando sulla vicenda del parcheggio abusivo, la «rendita» di 400 euro settimanali è messa in discussione quando vengono arrestati Giovanni Matteo, Giovanni Ingenito e Giosuè Napoletano.

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La disputa per il «ponte»

Secondo quanto emerge dalle indagini, i soldi fino a quel momento sono destinati alle consorti di Matteo e di Ingenito, vale a dire, rispettivamente, Maria Sabatelli (detta Miriana) e Valentina Mattei. Con il campo libero, i Mazzarella, ai cui vertici ci sono Antonio Iodice e Pietro Perez, cercano di estendere la sfera di influenza, e impongono al parcheggiatore che opera a Largo San Marcellino, di versare la tangente di 400 euro non più ai Sibillo, ma alla loro organizzazione. Naturalmente la cosa non sta per niente bene a Maria Sabatelli, che, dopo aver parlato con il marito, intima al parcheggiatore, tale Pepepp di non «andare più a lavorare a Largo San Marcellino», perché non deve dare i soldi ai Mazzarella.

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«Devi stare sopra perché il ponte è mio, mica è tuo, io ti tengo a lavorare, mica è tuo il ponte», sentenzia Sabatelli. Nello stesso frangente – emerge dalle indagini – Miriana, chiede anche l’intervento di Valentina Mattei (che se non la aiuterà nella difesa della «rendita», perderà il diritto a percepire il denaro) di andare, insieme a lei, «in mezzo al ponte» per affrontare Iodice e Perez quando si recheranno a prendere la quota da Pepepp.

Va pure detto che il clan Sibillo, in quei giorni, è seriamente in difficoltà, e che i soldi che provengono dal parcheggio abusivo di Largo San Marcellino, rappresentano, a detta degli indagati intercettati, l’unica entrata della cosca. Alla fine si giungerà a un accordo tra i Sibillo e i Mazzarella, e Pepepp sarà costretto a consegnare duecento euro settimanali, sia ai Sibillo che ai Mazzarella, dividendo la quota tra le due fazioni malavitose.

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