Raffaele Cutolo, sullo sfondo il Castello Mediceo che nel 1980 fu acquistato da una società riconducibile al boss di Ottaviano (la struttura fu confiscata nel 1991)

La protesta del fondatore della Nco in concomitanza con il trasferimento dal penitenziario di Belluno a quello di Novara

Nell’ultimo periodo, Raffaele Cutolo, fondatore della Nco, è stato al centro di un caso innescato dalle sue peggiorate condizioni di salute. Prima il ricovero d’urgenza in ospedale a Parma, poi il ritorno del 78enne, nel supercarcere emiliano, dove sconta l’ergastolo in regime di 41 bis. Come epilogo della vicenda, il rigetto della richiesta presentata dal difensore di Cutolo, di ottenere i domiciliari, richiesta prodotta in virtù della ormai famosa circolare del Dap, seguita all’emergenza Covid-19.

Non è la prima volta, però, che il boss della camorra finisce al centro della scena per il suo «quadro clinico». Nel 2003, un certificato medico, relativo a due visite disposte in carcere tra il 18 e il 19 febbraio di quell’anno, impedirono la traduzione di Cutolo da Novara (dove era recluso) a Santa Maria Capua Vetere. Il certificato, giunto all’attenzione della cancelleria della Corte, attestò le serie condizioni di salute e l’impossibilità per il «don di Ottaviano», di mantenersi in posizione eretta a causa dello sciopero della fame cominciato una settimana prima.

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Cutolo era atteso nell’aula bunker del penitenziario sammaritano per il processo – uno dei tanti – sulla Nuova camorra organizzata, che era in corso da oltre venti anni, dopo una serie di conflitti di competenze tra gli organi giudicanti di Napoli e Santa Maria. Cutolo aveva deciso di intraprendere lo sciopero della fame in concomitanza con il suo trasferimento dal carcere di Belluno a quello di Novara.

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E contestualmente aveva chiesto di essere presente al processo che lo vedeva fra i maggiori imputati, e di presenziare solo se trasferito in Tribunale, in aereo. I risultati della visita medica evidenziarono, però, l’incompatibilità, per l’allora 61enne, a viaggiare con qualsiasi mezzo. Per l’occasione, la Questura aveva disposto un imponente spiegamento di forze dell’ordine all’esterno dell’aula bunker, anche con l’utilizzo di elicotteri.