Il grido d’allarme di 13 sindaci del Napoletano al governo Draghi: è necessario far fronte alla inquietante prospettiva di chiusura e disoccupazione

“L’emergenza pandemica dell’ultimo anno ha segnato in maniera indelebile la vita di tutta la popolazione del nostro Paese. Sono state letteralmente sconvolte non solo le politiche sanitarie, ma ogni aspetto della vita sociale è stato caratterizzato dai tempi e dai modi di diffusione del virus. In particolare, tutte le attività lavorative hanno subito rallentamenti con effetti che, nel lungo termine, potranno rivelarsi disastrosi”. A scriverlo, in un appello al governo Draghi, i sindaci di Acerra, Casalnuovo, Castello di Cisterna, Mariglianella, Marigliano, Nola, Pomigliano d’Arco, Sant’Anastasia, San Vitaliano, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana.

“Le grandi aziende (nel settore aeronautico, automobilistico e manifatturiero) – proseguono nella nota dopo un incontro nel Palazzo Municipale di Pomigliano d’Arco – sono solo il vertice di una piramide che deve tenere conto dell’indotto e delle aziende più piccole che occupano altre migliaia di lavoratori. Da Acerra a Casalnuovo, da Pomigliano e fino a Marigliano e Nola, tutte le città della provincia di Napoli vedono agitarsi concretamente lo spettro della crisi e, con la mancanza di commesse e di ammortizzatori sociali, degli esuberi”.

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Dunque i sindaci chiedono a gran voce “che fin da ora vengano avviati tavoli di concertazione con le dirigenze delle imprese, con i sindacati e con il Governo Regionale e Centrale per discutere le strategie comuni di ripresa e di stabilità occupazionale che consentano di salvaguardare i posti di lavoro e di gettare le basi per una crescita condivisa, per far fronte alla inquietante prospettiva di chiusura e disoccupazione”.

“Sgravi per gli imprenditori – concludono – commesse interne e internazionali per le grandi aziende, blocco dei licenziamenti e incentivi alla ripresa, garanzie per l’indotto, sostegno ai settori della ricerca e dello sviluppo industriale. Sono tutti obiettivi che questa parte della Campania, da sempre fiera e operosa, storicamente votata all’industria e al commercio, intende perseguire con determinazione, nella convinzione che tutti gli attori del processo produttivo siano fondamentali per la ripresa e la crescita del Paese”.

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