domenica, Luglio 3, 2022
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Lo juventino Manfredi ci faccia il piacere: lasci stare il Napoli

Il nolano, neosindaco della città partenopea, invece di affrontare fin da subito le vere problematiche (guerra di camorra in atto, città allagata e trasporti in tilt) si rifugia nel folklore ed evoca una parola tabù per i tifosi azzurri

di Giancarlo Tommasone

Napoli gliel’hanno raccontata davvero male. Del resto i suoi «informatori» più attendibili sono romani, e poi ci sono un salernitano (nato in provincia di Potenza), un foggiano, due pomiglianesi. E nel gruppo di «ciceroni» ci sta pure un posillipino, che la città l’ha vista al massimo dall’alto della collina, suo confortevole e ovattato ambiente radical chic. Comincia non certo bene, dunque, l’avventura da sindaco della città partenopea, del nolano Gaetano Manfredi. Proprio ieri, ricevendo un corno portafortuna dai commercianti, aveva dichiarato: «Meno folklore, ma di un po’ di scaramanzia alla fine abbiamo bisogno tutti quanti». Poche ore prima, a spoglio ancora in corso, aveva detto: noi non siamo solo pizza e mandolino.

Ha dimenticato in fretta l’ex rettore, che è stato il primo, ufficializzata la propria candidatura, a farsi immortalare davanti a una pizza Margherita, il cliché per antonomasia della Napoli stereotipata e sminuita. E non solo: gli ricordiamo la foto mentre, alla Pignasecca, mostra la maglia di Maradona, un messaggio ancor più finto e di «becera» propaganda elettorale, perché viene da uno juventino dichiarato come lui. Stamattina, Manfredi, si è ripetuto, smentendosi a tempo di record rispetto all’idea di stop al folklore (lanciata nemmeno 24 ore fa). In diretta sulle onde di Radio 24, oltre a parlare del debito e della famosa manovra del  patto (pacco?) per Napoli, ha trovato il tempo per ritornare ancora sulla squadra azzurra.

Non bastavano le «mefitiche» parole, «da quando sono candidato il Napoli vince sempre». No, Manfredi si è spinto ben oltre, proferendo un termine tabù per tutti i tifosi partenopei: «Mi auguro che il Napoli vinca lo scudetto». Non si tratta solo di un’uscita folkloristica, ma che dà la cifra di quanto la nuova fascia tricolore conosca per niente la città e i cittadini, e le evoluzioni che si registrano a Napoli. Perché con interi quartieri allagati dalla pioggia delle scorse ore, con i trasporti perennemente in tilt, con l’ennesimo omicidio di camorra (sulle agenzie ben prima del suo intervento in radio c’era la notizia di Ponticelli, ma evidentemente chi cura la comunicazione per Manfredi non lo ha informato al riguardo), se ne esce con lo s… del Napoli.

Abbiamo capito che deve curare i rapporti con i suoi «amici» De Laurentiis e De Luca, abbiamo capito che sta provando a fare il simpatico, per cercare di instaurare un feeling (al momento non pervenuto) con i cittadini partenopei, ma ci faccia il piacere di lasciar stare il Napoli. Le sue parole – ma lo ribadiamo, essendo juventino e nolano, forse non può comprenderlo – suonano come il peggiore dei cattivi auguri per i tifosi. Anzi, visto il suo essere bianconero, quelle parole possono essere addirittura interpretate come un gufare nei confronti degli azzurri, e di contro un antidoto di buon auspicio a favore della Vecchia Signora. Manfredi, per favore, si occupi delle problematiche reali della città, non l’hanno informata bene sulle criticità che la affossano, siamo d’accordo, ma basta fare un po’ di rassegna stampa la mattina per rendersene conto. Ultima cosa: buon lavoro.

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