martedì, Gennaio 18, 2022
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L’insostenibile incoerenza dei grillini

I pentastellati campani ormai sono più deluchiani di De Luca

di Mauro Della Corte

Se la paura di sparire a livello nazionale ha spinto il Movimento 5 Stelle a «svendersi» al Partito Democratico, in Campania le elezioni amministrative di Napoli hanno dimostrato la totale inconsistenza e incoerenza della nuova «classe politica» pentastellata e quello che appare ancora più evidente negli ultimi tempi è che Valeria Ciarambino e co., sono diventati parte della maggioranza di Vincenzo De Luca, anche se non hanno ufficializzato il tutto con un bel comunicato stampa. Lo testimoniano i loro ultimi atti in Consiglio Regionale. L’unica che sembra ancora pervasa dallo spirito grillino di una volta è l’irriducibile consigliere Maria Muscarà.

Il cambio di passo in verità è partito (anche se in sordina) l’anno scorso con il rinnovo del Consiglio e la nomina a vicepresidente della leader campana dei giallo-appassiti, Valeria Ciarambino. Addirittura il 10 novembre scorso, dopo l’inchiesta sugli appalti truccati al Comune di Salerno che vede coinvolto De Luca, la capogruppo arrivò addirittura a difendere il presidente della Regione Campania: «Inchiesta Salerno grave, ma basta utilizzare queste vicende come arma contro avversari» affermò. Per la serie: guarda da che pulpito vien la predica. Dal giorno della fondazione il Movimento ha sempre strumentalizzato le inchieste giudiziarie.

La delibera contro «parentopoli»

L’ennesima conferma si è avuta quando una decina di giorni fa, in una riunione dell’Ufficio di presidenza, hanno votato a favore dell’abrogazione di una delibera del 2013 (quando a Palazzo Santa Lucia c’era Caldoro) che vietava l’assunzione negli uffici regionali di parenti dei consiglieri regionali sino al terzo grado. Una norma che scongiurava la cosiddetta «parentopoli». Uno dei cavalli di battaglia storici del Movimento veniva così cancellato proprio dal Movimento. A dar filo da torcere a questa iniziativa, bisogna darne atto, è stata proprio la consigliera ribelle Muscarà che ha sollevato un vespaio di polemiche, ha presentato finanche un ordine del giorno. Sui giornali ha fatto così clamore la vicenda che ieri mattina, i penta-schiariti, insieme agli altri della capigruppo e dell’Ufficio di presidenza, hanno dovuto fare una violenta retromarcia e annullare la delibera votata solo pochi giorni prima.

L’idillio finale si è avuto sempre nella giornata di ieri quando i grillini campani hanno evitato il «tonfo» della maggioranza in Consiglio regionale. In occasione del voto sull’approvazione del bilancio consolidato 2020 i rappresentati del Movimento non hanno lasciato l’aula (come fatto invece dal Centrodestra). Si sono limitati a restare astenendosi però dall’esprimere una preferenza. Azione che ha comunque consentito il raggiungimento del numero legale e l’approvazione del documento contabile.

Come sono lontani i tempi in cui grillini e deluchiani si lanciavano offese e anatemi. Oggi sembra tutto un gioco di amorosi sensi. Sguardi fugaci e parole non dette, sentimenti nascosti. Alla faccia della coerenza. A proposito, ma con la restituzione delle indennità mensili degli esponenti grillini a che stiamo? Perché è da un po’ che il sito tirendiconto.it è stato disabilitato. Evidentemente si saranno dimenticati di pagare il rinnovo del dominio. Capita.

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