La sede della Procura di Napoli (Stylo24)
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di Francesco Vitale

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Da «accusatore» a accusato, è quanto capitato a Salvatore Denza, all’epoca dei fatti considerati dagli inquirenti, funzionario amministrativo della Cisl Campania. L’indagine fu avviata a dicembre del 2016 e proprio il contabile ebbe un ruolo fondamentale nel far «scoppiare il caso». Tra l’altro sarebbe stato autore di alcune registrazioni avvenute durante colloqui all’interno degli uffici della sede regionale del sindacato.

Denza è inoltre,
colui che, stando
alla ricostruzione dei fatti,
affida il dossier all’allora
commissario della Cisl,
Piero Ragazzini,
che a sua volta
porta l’incartamento
in Procura

Nel dossier emergono elementi relativi a una presunta appropriazione indebita da parte dell’ex segretaria della Campania, Lina Lucci. La stessa che, insieme a Denza, è stata rinviata a giudizio. E’ bene sottolineare che gli imputati sono da considerarsi innocenti fino a prova contraria e che avranno modo e tempo per ribattere alle accuse che vengono loro mosse. Il pubblico ministero Giuseppe Cimmarotta ha, dunque, formulato la citazione diretta a giudizio.

Il processo comincerà il 20 febbraio 2020,
davanti al giudice monocratico

Secondo quanto ricostruito durante l’inchiesta, Lina Lucci si sarebbe appropriata indebitamente di 206mila euro, di cui, sottolineano i magistrati, parte sarebbe stata utilizzata per l’affitto di un appartamento e parte relativa a compensi per incarichi presso Fondi Interprofessionali (che, secondo quanto contestato dal pm, in base a una delibera della Cisl avrebbe dovuto versare al sindacato), nonché a spese varie effettuate in un negozio di Napoli. All’ex segretaria generale e alla sua collaboratrice, Carmela Costagliola (pure nei confronti di quest’ultima, naturalmente, vale il principio della presunzione di innocenza fino a prova contraria), la Procura contesta anche la simulazione di reato. Secondo l’accusa, il 19 ottobre del 2015, nel tentativo di coprire l’ammanco, avrebbero denunciato – in maniera del tutto falsa – di aver smarrito documentazione relativa a bilanci, libri contabili, pagamenti di imposte e tasse.

A Denza i giudici contestano indebita
appropriazione di poco più di 172mila euro

Denza, invece, è accusato di essersi appropriato, in un periodo che va dal 2013 al 2016, «di una somma (totale) pari a 172.455 euro, allo stesso bonificata dai conti correnti della Cisl Campania per incarichi svolti presso Fondi Interprofessionali ed altri soggetti rientranti nelle attività e funzioni del sindacato, in violazione dell’obbligo di versamento giusta delibera, del Comitato esecutivo confederale Cisl, del 16-17 novembre 1987, che impone il versamento dei relativi compensi alla Confederazione sindacale di appartenenza». Segnatamente, scrivono i giudici, Denza «si appropriava delle seguenti somme: 95.248 euro per attività svolte presso Fondi Interprofessionali;77.207 euro per attività esterne di altra natura, riconducibili a collegi sindacali, revisione, collaborazioni su progetti speciali, attività ispettiva». Tutto ciò, sottolineano sempre i magistrati, «con l’aggravante di aver commesso il fatto, cagionando alla Unione sindacale regionale Cisl Campania, un danno patrimoniale di rilevante gravità e con abuso della relazione di prestazione d’opera».

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