sabato, Novembre 26, 2022
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L’impero del ras e le tratte della coca: «A Napoli 32mila euro per ogni pacco»

Il super pentito svela gli affari del broker Bruno Carbone, braccio destro di Lello Imperiale, e i collegamenti con la mala oplontina: «I Quagli Quagli hanno due tir col “sistema”, ogni trasportatore prende 60mila euro a viaggio»

L’impero criminale messo in piedi dal ras degli Amato-Pagano, Raffaele Imperiale, e dal suo fedelissimo Bruno Carbone sembra non conoscere limite. Inchiesta dopo inchiesta, emerge il coinvolgimento dei due super narcotrafficanti nei più disparati affari di droga e anche l’ultima indagine con cui la guardia di finanza pochi giorni fa ha messo alle corde una nuova holding di capipiazza con base a Napoli e Torre Annunziata ha confermato la circostanza. La svolta sul caso è arrivata grazie a una raffica di intercettazioni, ma anche sulla scorta delle inedite, dirompenti accuse lanciate dalla collaboratore di giustizia Andrea Lollo, per anni procacciatore di affari e clienti al soldo del broker stabiese Imperiale. Lollo, oltre a tirare in ballo il capozona oplontino Francesco De Simone “quaglia quaglia”, ha svelato le cifre di un giro di denaro a dir poco colossale.

L’interrogatorio riportato all’interno dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di 22 persone (19 in carcere, tre ai domiciliari) risale al 17 dicembre 2017, giorno in cui Andrea Lollo affida agli inquirenti della Dda di Napoli una lunga e circostanziata deposizione: «Nel febbraio 2014 andai con Vincenzo Esposito a Torre Annunziata a casa di Mario Iovine. C’era anche lo zio Francesco De Simone, che abitava nello stesso stabile. Lui stava aspettando la Cassazione e non era ancora latitante. Mi hanno presentato anche Francesco Maresca, genero di Iovine. Mi dissero che stavano caricando la droga in Olanda da Bruno Carbone e mi spiegarono che i corrieri venivano scelti dal factotum di Bruno Carbone, tale Giacomino Pierna, e che i Quagli Quagli avevano anche i loro trasportatori che a volte lavoravano per Carbone».

Dopo questo passaggio il racconto del pentito Lollo entra nel vivo con una lunga serie di cifre e dettagli: «Da maggio-giugno 2014 poiché i prezzi in Olanda erano troppo cari Bruno Carbone iniziò a rifornire i De Simone tramite fornitori colombiani in stanza in Spagna, a Valencia. Ricordo che tra luglio e agosto 2014 abbiamo fatto un carico di 300-400 chili a Valencia. I Quagli Quagli avevano anche dei loro contatti sudamericani ma i prezzi praticati da Carbone erano migliori. I Quagli Quagli hanno un sistema per trasportare droga e soldi, all’interno dei tir. Io però non l’ho mai visto. I soldi vengono confezionati in pacchetti da 10mila euro per un totale di 100mila euro a pacco. In media i Quagli Quagli pagano 26mila euro al chilo la cocaina e viene rivenduta a Napoli a 31-32 mila euro. Prima dell’estate è scesa a 27,5 e in Olanda veniva comprata a 20,5, che con il trasporto e altre spese arrivava a 21mila e 500 euro al chilo».

Numeri da capogiro, che rendono l’idea di quanto il traffico di stupefacenti, soprattutto quello di livello internazionale, sia ormai diventato il principale business delle organizzazioni malavitose. Andrea Lollo ha poi fornito ai pm anche alcune indicazioni circa i compensi percepiti dai complici e anche su questo fronte i numeri sono da brividi: «Il parente di Iovine prende 100 euro a pacco. Quindi una media di 15mila euro per ogni trasporto. Il trasportatore prende 50 o 60mila euro a viaggio, anche se il viaggio non viene fatto. Ma è impossibile che il viaggio non venga fatto. Tutte queste cose me le ha raccontate Francesco De Simone quando ho iniziato a lavorare con loro tra il 2004 e il 2006, prima che venissi arrestato. E so che il sistema non è cambiato perché Francesco Maresca quando andavo a prendere la droga mi riferiva le spese che avevano. Attualmente i Quagli Quagli hanno due tir con il sistema per nascondere la droga. E fanno 75 chili di cocaina a tir per ogni viaggio».

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