di Giancarlo Tommasone

I licenziamenti hanno raggiunto più di cento unità. E’ da allarme sociale la situazione per i dipendenti Conateco e Soteco. Che nei giorni scorsi sono scesi di nuovo in piazza per protestare contro le decisioni dell’azienda.

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Altre manifestazioni
di protesta
sono state
già programmate
e andranno
in scena a breve.
Al fianco degli operatori
il sindacato Si Cobas.
La battaglia che si combatte,
è naturale, anche a suon
di carte bollate
e di sentenze dei giudici
del lavoro

Manifestazione di protesta contro i licenziamenti operati da Conateco e Soteco
Eddy Sorge

L’attenzione da parte delle istituzioni non è sempre adeguata, come conferma a Stylo24, Eddy Sorge, coordinatore provinciale Si Cobas. «Abbiamo chiesto più volte anche al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris di prendere una posizione netta riguardo alla situazione. Compendiamo non si tratti di un’aziende pubblica, ma privata. Comunque ci aspettiamo che anche il Comune faccia sentire la propria presenza chiedendo alla Prefettura l’apertura di tavoli di confronto», afferma Sorge.

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

L’appello al sindaco e alla Authority partenopea

«Ci troviamo davanti a licenziamenti che definiamo innescati da cause assurde. Lavoratori reintegrati dal Tribunale e poi di nuovo allontanati dall’azienda; operatori licenziati, reintegrati, ma che sono tenuti lontani dal posto di lavoro, pur continuando ad essere retribuiti. Tutto ciò è grave e va fatta chiarezza immediatamente. Prenda posizione anche l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale», continua. Sorge e il sindacato pongono l’attenzione anche sulla necessità di sicurezza per gli operatori portuali e sottolineano il paradosso che stanno vivendo (e subendo) i dipendenti Conateco e Soteco.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

Si Cobas: in Conateco e Soteco non esiste nessuna
condizione di sicurezza, neppure la più elementare

Secondo quanto denunciato da Si Cobas, «l’imprenditore Pasquale Legora De Feo, proprietario di società Conateco e Soteco, addette alla movimentazione dei container merci, sta licenziando senza giusta causa decine di lavoratori. Il suo progetto è quello di automatizzare il porto, sul modello belga, e di sostituire i contratti a tempo indeterminato con nuovi col Jobs Act. Con assurdi provvedimenti disciplinari De Feo sta licenziando i suoi dipendenti, accusandoli di aver messo a repentaglio la sicurezza degli altri lavoratori. Motivazione paradossale, poiché in Conateco e Soteco non esiste nessuna condizione di sicurezza, neppure la più elementare. I lavoratori – essendo diminuiti di numero a causa dei licenziamenti continui – sono costretti a lavorare da soli sui carrelli (ci vorrebbero per legge almeno 2 operatori), con nessuno a regolare le movimentazioni. Operai costretti a stare 4 ore e mezza consecutive sotto il sole a 50 gradi, coi motori che emanano calore, con le piste piene di buche. Insomma, a rischio di farsi male in qualsiasi momento». Dopo i sit-in e le manifestazioni dei giorni scorsi, a breve sindacati e lavoratori «torneranno ai cancelli – conclude Sorge – per far sentire la propria voce».