Quanto costa pubblicare a proprie spese, le prefazioni a gettone

Editoria «dopata» e volume gonfiato ad arte, con numero di copie stampate (o eventualmente da stampare) fatte passare per libri venduti. E’ il modus operandi di molte case editrici di porsi sul mercato per invogliare i lettori all’acquisto, una operazione di marketing, che però, mostra tutti i limiti e le difficoltà di un settore, che tranne poche eccezioni, continua ad annaspare. La circostanza emerge da un servizio pubblicato su «Il Fatto Quotidiano» a firma dello scrittore Vins Gallico. Quest’ultimo ha raccolto dei dati, che dimostrano come esista una discrepanza tra libri (eventualmente) stampati e quelli che alcune case editrici inducono a pensare siano stati venduti. Si fa riferimento, in particolare, a Edoardo Nesi, che di recente ha pubblicato con La Nave di Teseo, il volume «La mia ombra è la tua». La casa editrice, in questo caso, per promozionare il libro, durante la settimana di uscita, acquista una pagina della rubrica La Lettura del «Corriere della Sera», e reclamizza l’opera di Nesi come quella che in sette giorni è già alla seconda ristampa con 20mila copie. A ben guardare, però, a quattro settimane dall’uscita, il libro fa segnare vendite per circa 1.500 esemplari. La modalità di diffondere dati «drogati» e da considerare per niente reali, sarebbe attuata, in Italia, anche da molti altri editori. E poi c’è la questione delle ristampe: si passa così dalla prima uscita alla seconda «pubblicazione», dopo aver venduto un numero esiguo di copie (qualche centinaio), cosa che non giustifica affatto la stessa (eventuale) seconda edizione.

L’inchiesta di Stylo24

Quanto riportato finora, restituisce un quadro schizofrenico dell’editoria, che rischia soprattutto di far male a se stessa e agli autori. In passato, Stylo24 si è occupato di un altro «dramma», questa volta per coloro che provano in ogni modo, anche a pagare, per vedere pubblicata la propria opera. I servizi a firma di Simona Ciniglio hanno dimostrato come sia dura, e soprattutto dispendiosa dal punto di vista economico (con un ritorno nullo rispetto alle spese sostenute), la vita di uno scrittore all’ombra del Vesuvio.

Fino a 2500 euro per pubblicare,
la (costosa) vita dello scrittore a Napoli

Qui si può addirittura arrivare a pagare dai 1.500 ai 4.000 euro trattabili, fino a un importo non inferiore ai 2.500-2.000. Per un libro fotografico le cifre raggiungono i 6.000 euro. Soldi che servono per far stampare e distribuire mille copie, 30 delle quali rappresentano gli omaggi destinati all’autore, le altre 970, invece, così almeno viene assicurato di chi offre pubblicazione dietro il versamento di denaro, i libri da distribuire a Napoli e nel resto d’Italia.

Il mercato delle prefazioni
a gettone e i Pr del club del libro

Nel corso della stessa inchiesta, la nostra testata, si è occupata di un altro fenomeno legato all’editoria a pagamento: le prefazioni a gettone. In media si sborsano due o trecento euro per accaparrarsi la «nota» introduttiva e di lode verso l’opera, da parte di professori universitari, o di scrittori e giornalisti «meteore» di cui ancora sopravvive il ricordo.