domenica, Luglio 3, 2022
HomeNewsLa lezione che ci restituisce il panico odierno

La lezione che ci restituisce il panico odierno

L’analisi di una straordinaria emergenza.

di Gianpiero Falco*

La situazione di straordinaria emergenza che stiamo vivendo ci rappresenta una realtà dei fatti che non possiamo non analizzare. Innanzitutto, la diatriba tra gli isolazionisti e cioè quelli che seguono il modello Cina, e quelli che, invece, intendono salvaguardarsi dal contagio solo con le azioni specifiche da adottare in costanza di continuazione delle attività sociali, va valutata con serenità per capire le ragioni degli uni e degli altri. E, soprattutto, va valutata alla luce delle politiche economiche degli ultimi anni adottate dalla nostra Unione Europea. Ebbene, c’è da confermare quello che in maniera sbagliata dice il senatore Sgarbi e cioè che il virus ha una bassa mortalità rispetto ai contagiati, ma c’è anche da dire che, data la velocità di contagio, se aumentasse la base di calcolo, la percentuale, sebbene bassa, creerebbe un vulnus nel nostro sistema sanitario per la scarsa disponibilità dei posti letto in terapia intensiva, che rappresentano, in genere, circa l’otto per cento dei contagiati. Quindi, aumentando la base dei contagiati si metterebbe in crisi il Sistema Sanitario.

Rispetto a questo, c’è da fare una serie di riflessioni sulle politiche economiche ristrettive a danno soprattutto della sanità e, direi, anche rispetto alle modifiche del titolo V della Costituzione. C’è da fare, una serie di riflessioni sulle dichiarazioni della signora Cristine la Gard che hanno portato la borsa di Milano a perdere circa il 17%, in una sola seduta. A oggi c’è da fare un concreto ragionamento sulle motivazioni dei tagli dovuti alla rigida politica economica imposta dalla Unione Europea che ha assottigliato sempre di più i soldi da dare alla Sanità Nazionale tanto da farci trovare in una situazione di posti disponibili per le terapie intensive ridicoli, come appunto summenzionato.  E non meno importante è la modifica del titolo V che ha delegato alle Regioni la gestione della Sanità Pubblica. Era necessaria una politica economica così poco espansiva e tesa solo al controllo dell’inflazione e del debito pubblico in situazione di poca crescita? La risposta è semplice, e bisogna ringraziare Mario Draghi, che ha protetto la nostra economia con il sistema del ‘’quantitative easing’’, che ha letteralmente sparato nella nostra economia miliardi di euro acquistando debito pubblico nostrano, temperando gli effetti disastrosi di tale politica.

Ma una volta finito l’effetto di protezione di tale politica monetaria, si dovrà pensare alla crescita, perché solo con la liquidità scaturente dalla crescita saremo in grado di allargare la spesa a sostegno dei cittadini e imprese. E come si fa crescita senza investimenti? E soprattutto, la spesa pubblica relativa alla sanità dovrebbe essere fuori da qualsiasi indicatore di controllo e andrebbe pianificata con i governi di tutto il Board dell’Unione, rispetto alle classi di età, di appartenenza di ogni singola popolazione.

La modifica del titolo V

E qui veniamo alla Modifica del Titolo V, ma se non ci si riesce a livello di nazione a controllare il virus come può un governatore, rispetto ad un altro di un’altra Regione, risolvere il problema? E per far cosa? Creare, magari, una zona rossa esterna con cui non avere relazioni sociali e per rimanere poi nel proprio ambito limitato di azione economico-sociale? Suvvia, ma che politica di sviluppo è questa? Per non parlare della frammentazione decisionale nel prendere le decisioni del caso. Cosa che è avvenuta con la Lombardia, in questa grave crisi sanitaria e che ha portato al disconoscimento delle scelte del governo centrale per il tramite della scelta di Guido Bertolaso ex responsabile della protezione Civile. Una guerra tra pollai, che svilisce il peso della politica attuale e la relega solo ad uno scontro tra bande, presenti soprattutto sui social, dove ricordiamo che ogni imbecille ed ignorante la spara sempre più grossa.

Ma che Paese è diventato il nostro? Quello che sarà inevitabilmente acquisito dai soci cannibali e leader della Comunità Europea. Intendo i francesi ed i tedeschi leader del Board che molti interessi hanno nel fare spesa a buon mercato dei nostri prezzi pregiati. E in questo condividiamo quello che dice la Meloni, anche se noi lo sostenevamo da tempo. La mancanza di unitarietà politica, dovuta quindi alla frammentazione istituzionale, crea or dunque questi presupposti, ma anche altri scenari potenziali, che solo se il livello di competenza della politica si incrementa secondo il sistema dell’efficienza, potranno essere colti. E questo potrà accadere con una nuova legge elettorale che potrà e dovrà essere chiesta dal basso e potrà imporre la competenza dei quadri di partito e di Governo.

Le parole di Christine Legarde

Gli scenari, visto l’impudente atteggiamento del nuovo presidente della BCE che ha fatto scendere la nostra Borsa di Milano del 17%, sono di grande contrasto tra i maggiori esponenti fondatori della Unione Europea. Lo ripetiamo, perché non crediamo alla gaffe, rileggendo il curriculum dello stesso presidente e quindi crediamo che sia un proprio convincimento nel considerare, realtà evidente, la subalternità del nostro Paese, che ricordiamo è uno dei fondatori della stessa Comunità.  La politica deve gestire, risolvere i problemi dei cittadini e non far sì che litighino, tra loro stessi. Basta con questi quarantenni e trentenni incapaci, che hanno voluto saltare il loro percorso di studio e lavoro per arrivare in cima alla scala gerarchica, arrivandoci da incompetenti ed inadeguati. Questa è la nostra vergogna e soprattutto la causa di tanto disprezzo ricevuto dai nostri partner.

Ma lo si capisce o no, che con gli indicatori di qualità alberghiera e le sardine o altri movimenti, si va a fondo?  Ci vuole gente che ha completato percorsi di studio e/o lavorativi che abbiano avuto confronti internazionali con il mondo del lavoro, delle imprese, della ricerca e della sanità… e chi più ne ha più ne metta. Basta con questi populisti dell’ultima ora, ricordiamo che un Ministro del nostro Governo è andato a dare solidarietà ai cosiddetti gilet gialli, durante una violentissima manifestazione contro il Governo Francese tanto da far ritirare per protesta l’ambasciatore dalla sua sede romana. Mai successo in tempo di pace e causa ulteriore della grande antipatia transalpina. Come se già non ce ne fosse.

Le vie di Marco Polo

E allora si aprono, con questa grande crisi, delle certezze. La prima è che l’autonomia delle regioni è un grande bluff inutile. Vanno eliminate il più possibile, le deleghe di poteri, semmai vanno gestiti i processi decisionali al centro con gli stessi rappresentanti delle Regioni. La seconda è quella che si potrà pensare ad un redde-rationem con i nostri partner europei; o si procede ad una normalizzazione dei rapporti oppure le vie di Marco Polo saranno aperte e potrebbero rappresentare una scelta alternativa alla strafottenza franco-tedesca che tanto ci ha nociuto in questo ultimo decennio. E che per intenderci ha anche contribuito alla gravità della odierna crisi pandemica per la carenza di strutture sanitarie. E per le vie di Marco Polo, intendo la Russia e la Cina, partner potenziali molto interessanti per la complementarietà economica e che ci potrebbero permettere una risalita del gradimento internazionale dei paesi leader. 

Basta parole, stupidi egoismi, bisogna cambiare la legge elettorale sia dal punto di vista della gestione politica, ma anche e soprattutto per i limiti curriculari da imporre per le alte cariche dello Stato.

Il concetto Grillino dell’uno vale uno è una aberrazione sociale e soprattutto il cancro del nostro Paese. A tutti ma proprio tutti va data la stessa possibilità, ma solo a chi si è confrontato con la fatica dello studio e del lavoro ai massimi livelli, va dato l’onore di rappresentare l’Italia. Via alternativa, solo la scuola politica alla Francese, per il resto l’accesso alla politica attiva non potrà essere consentito. Vuoi vedere che la pandemia, che sicuramente risolveremo, sarà un occasione per il riscatto italico? Avrà quantomeno la capacità di farci capire i nostri partner quanto sono leali e soprattutto ci indicherà le eventuali alternative da percorrere, smarcandoci dall’angolo in cui eravamo finiti. E, come dico sempre, ai posteri… la conoscenza dei fatti.

Gianpiero Falco,
delegato allo Sviluppo Regionale di Confapi Campania.

Leggi anche...

- Advertisement -