venerdì, Agosto 12, 2022
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L’ex babykiller svela il patto della cocaina: «C’è un accordo con gli Abbinante, 33mila euro a pacco»

Il pentito Gaetano Nunziato ricostruisce l’asse affaristico tra il clan Formicola di San Giovanni a Teduccio e gli Scissionisti del rione Monterosa: «Il nostro referente era Luigi, doveva trovarci anche l’eroina per i Rinaldi»

di Luigi Nicolosi

Non solo gravissimi fatti di sangue, tra cui l’omicidio dell’innocente Vincenzo Amendola, ma anche e forse soprattuto la droga. Un fiume di cocaina trasportato e smerciato sull’asse Scampia-San Giovanni a Teduccio, che avrebbe visto coinvolti due dei più temibili clan di tutta Napoli: la famiglia Abbinante del cartello degli Scissionisti e i Formicola fino a poco tempo fa radicati nel “Bronx” di via dell’Alveo Artificiale: «La maggiore parte della droga la prendevamo nel rione Monterosa. C’era un accordo con tale Luigi. Prendevamo da lui la cocaina e gli accordi erano che pagavamo 33mila euro a pacco da un chilo. Ci rifornivamo ogni volta che finiva, ogni settimana o due settimane».

Gaetano Nunziato, ex sicario dei Formicola, è un fiume in piena e proprio le sue rivelazioni hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’ultima inchiesta che la scorsa settimana ha colpito, con decine di arresti, la mala di Napoli Est. Nel corso dei numerosi interrogatori ai quali è stato sottoposto il giovane collaboratore di giustizia non si limitato a riferire in merito alla scorribande armate, omicidi compresi, ai quali avrebbe partecipato. Nunziato ha infatti parlato a lungo anche degli affari della cosca e sul punto ha reso una circostanziata deposizione il 19 aprile del 2016: «A chiamare Luigi per le consegne era Gaetano Formicola, a prendere la droga andava Peppe Fusaro con un’autovettura Palio grigia. Dal momento dell’accordo fino al mio arresto abbiamo preso la droga quattro o cinque volte. Ogni consegna era di uno o due chili. Pagavamo ogni consegna quando andavamo a prendere quella nuova».

Il pentito tira dunque ancora una volta in ballo il giovane ras e killer Gaetano Formicola “’o chiatto”, collocandolo al vertice della nuova organizzazione. Tra le pieghe del verbale salta però fuori anche un’altra nota famiglia di camorra: «Nel secondo incontro chiedemmo a Luigi se poteva darci anche l’eroina ma lui disse che loro non l’avevano ma che avrebbe chiesto ad altri compagni. L’eroina dovevamo darla ai Rinaldi». Quanto invece agli affari dei Formicola, all’epoca ancora in asse con i Silenzio: «Avevamo anche organizzato una nuova piazza nel “Bronx” che dovevo gestire io, avevamo già preparato cancelli e strutture, ma ci furono smantellate dalla polizia. Nella scala H prima del palazzo di Gaetano Formicola. Dovevo gestirla con Tommaso Sannino e Gaetano Formicola. Io avevo più di 5mila euro di roba in mano, la nascosi ma qualcuno che lo sapeva se la prese e Tommaso pensò che l’avessi venduta per conto mio e dette uno schiaffo e disse che dovevo ringraziare San Gaetano, riferendosi al legame che avevo con Gaetano Formicola, altrimenti avrei fatto una brutta fine».

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