Gianni Lettieri
Il presidente Atitech Gianni Lettieri

di Giancarlo Tommasone

Il consiglio comunale, vissuto per anni da leader dell’opposizione, Gianni Lettieri lo ha lasciato a marzo del 2017, perché, in sintesi, come ha scritto in una lettera aperta: “E’ diventato un teatrino di favori”.  Più di dodici mesi dopo, Stylo24 chiede all’imprenditore napoletano, competitor di de Magistris alle ultime elezioni amministrative, cosa sia cambiato da allora.
La situazione di difficoltà economica che sta attraversando il Comune è sotto gli occhi di tutti, il debito del Cr8 viene definito ingiusto, lei cosa ne pensa?
Al di là del fatto se sia giusto o non giusto, c’è da considerare un fattore che è a monte. Quando si assume l’incarico di amministrare un Comune, e nel caso parliamo del Comune di Napoli, ci si deve prendere i crediti, il patrimonio, ma anche i debiti dell’Ente. E’ un debito datato, quello con il consorzio Cr8, è vero, ma non per questo non deve essere pagato. Allora sarebbe troppo facile, anche a livello privatistico, quando si rileva una società, in caso di debiti vecchi, che si fa? Non li si paga? Si cancellano?

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Il sindaco Luigi de Magistris
Il sindaco Luigi de Magistris

In che modo li si potrebbe estinguere, oltre a pagarli, naturalmente?
C’è un’unica possibilità per non pagare i debiti vecchi, seguire una procedura di concordato preventivo. Che per il Comune di Napoli vuol dire il dissesto. Se non si vuol far fronte al pregresso, si deve dichiarare il dissesto. Ma se non lo si è fatto, perché si dice di avere la possibilità di andare avanti, mi chiedo come si faccia pure a dire di non voler pagare i debiti vecchi. E poi c’è da considerare un altro problema, ben più grande che l’Amministrazione tende a nascondere.
Vale a dire?
Il Comune di Napoli in questi anni ha aumentato a dismisura il disavanzo, altro che diminuirlo. Ricordo quando si diceva, durante la scorsa campagna elettorale, “il Comune di Napoli ha diminuito il disavanzo di 800 milioni di euro”. Ma come è stato possibile? Hanno venduto beni del patrimonio? No. Hanno venduto società? Nemmeno.

Il Comune di Napoli - stylo24
Il Comune di Napoli – stylo24

Che cosa ha fatto allora, l’Amministrazione?
E’ stata fatta una sola cosa e lo ha detto la Corte dei conti: anziché riportare nelle posizioni debitorie, il mutuo erogato dalla Cassa depositi e prestiti per la legge del pre dissesto, lo hanno riportato come fosse un ricavo. Questo tipo di operazione ha consentito al Comune di Napoli di aumentare la capacità di spesa.
Le conseguenze?
Sono stati fatti ulteriori debiti.
Parliamo della sentenza delle Sezioni unite della Corte dei conti e del debito non messo a bilancio nel 2016.
Si tratta di qualcosa di clamoroso. Non dimentichiamo che Appendino (sindaco di Torino, ndr), per aver spostato un debito di cinque milioni di euro, sottolineo spostato e non occultato, è stata indagata. Qui, nonostante quanto faccia l’Amministrazione comunale di Napoli, non succede niente.

La sezione giurisdizionale per la Campania della Corte dei Conti

Il sindaco de Magistris, nei giorni scorsi, ha sottolineato il valore della trasparenza adottata dall’Amministrazione.
Non esiste la trasparenza. Come si fa a parlare di trasparenza se il Comune di Napoli è stato destinatario di una delle sanzioni più forti che abbia emesso la Corte dei conti sia regionale che delle Sezioni unite sui debiti fuori bilancio? Non c’è trasparenza: questa pratica antipatica e vergognosa che è stata perseguita durante gli anni passati, si continua a perseguire. Non c’è trasparenza nel momento in cui il Comune utilizza i fondi provenienti da Roma, con destinazioni di vincolo, per altre cose. Infine, mi chiedo, dove sta la trasparenza se più di un consigliere di maggioranza si è lamentato del fatto che non c’è la possibilità di visionare le carte perché arrivano il giorno stesso del consiglio comunale?
In tutto questo l’opposizione come sta lavorando, secondo lei?
Dico solo che è difficile fare opposizione in consiglio comunale perché questa Amministrazione fa accordi chiusa nelle stanze di Palazzo San Giacomo e quindi non è semplice portare i consiglieri a ragionare sui temi che sono essenziali per i cittadini. Si riesce più a fare opposizione all’esterno, e quindi esternando le problematiche affidandosi agli organi di informazione. E raccontando ‘fuori’ quello che non va dell’operato dell’Amministrazione.