Le associazioni di categoria chiedono interventi urgenti al Governo

Molti porti esteri stanno chiudendo le porte alle navi italiane a causa del coronavirus. “Le notizie che stiamo ricevendo da diversi Paesi – sia Paesi terzi che, purtroppo, stati dell’Ue – nei quali operiamo relative all’interdizione dei porti alle navi che abbiano scalato negli ultimi 15 giorni l’Italia sono estremamente preoccupanti”. Lo scrivono in una lettera al Mit Assarmatori e Confitarma, le due associazioni che rappresentano gli armatori, e Federagenti (la federazione degli agenti marittimi). Le tre associazioni lanciano un grido di allarme. Chiedono interventi urgenti per lo shipping, che sta vivendo “con estrema preoccupazioni” l’evolversi dell’emergenza Coronavirus, per garantire l’operatività delle navi e la regolarità dei traffici, scrivono i tre presidenti, Stefano Messina, Mario Mattioli e Gian Enzo Duci denunciando un rischio concreto di emarginazione dell’Italia dalle rotte mondiali e di approvvigionamento. “Un numero crescente di armatori stranieri rifiuta contratti di trasporto che prevedono lo sbarco di merci nei porti italiani mettendo in seria difficoltà l’import di materie prime” spiega la lettera, anche in settori essenziali “per garantire gli approvvigionamenti alimentari”. Ancora: “Da quando è scoppiata l’emergenza, in molte nazioni non è più possibile avvicendare gli equipaggi italiani con altro personale italiano”. L’elenco è lungo e interessa anche i traghetti, che si trovano ormai con equipaggi sovradimensionati e le crociere con il divieto di sbarco passeggeri nei porti italiani e che non possono approdare in molti Paesi esteri se hanno a bordo cittadini italiani. 

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