Il consigliere regionale di Forza Italia, Gianpiero Zinzi

di Giancarlo Tommasone

La vendetta è un piatto che va consumato freddo, lo sa bene il consigliere regionale Gianpiero Zinzi. Che alle prossime elezioni per la guida di Palazzo Santa Lucia, potrebbe ricompattare intorno a sé buona parte del centrodestra. Ma non ripartendo da Forza Italia, bensì dalla Lega.

Il figlio d’arte (il padre è l’ex sottosegretario alla Salute, Domenico) della politica casertana, potrebbe così presentarsi da candidato governatore sotto le insegne del carroccio. La decisone sarebbe maturata dopo la rottura definitiva tra Zinzi e i Cesaro

Luigi e Armando, padre e figlio, rispettivamente neoeletto senatore azzurro e capogruppo di FI in Regione, sono ritenuti da Zinzi, i responsabili della sua rimozione dall’incarico di commissario del partito a Caserta (è stato sostituito da Giorgio Magliocca). La scelta è stata presa dal coordinatore regionale Domenico De Siano, che lo stesso Zinzi aveva definito il «prestanome politico dei Cesaro».

Cioffi cesaro
Luigi e Armando Cesaro

Sarebbe il secondo sgarbo nel giro di tre mesi

Dopo l’«affronto» avvenuto prima della presentazione delle liste per le Politiche del 4 marzo. In tale occasione, alla candidatura di Zinzi fu preferita in extremis quella di Carlo Sarro. Del resto la rivalità tra l’ex coordinatore provinciale e l’attuale capogruppo di FI (Armando Cesaro, ndr) affonda le radici nel tempo e rischia dunque di avere ripercussioni anche sul drappello azzurro a Palazzo Santa Lucia.

La sopportazione di Zinzi sarebbe comunque arrivata allo zenit e dopo la perdita dell’incarico, avrebbe deciso di organizzarsi per la controffensiva e perché no, per consumare la sua personalissima «vendetta»

Scegliendo tutt’altro che un basso profilo. Tramite l’autore televisivo Casimiro Lieto, amico e storico collaboratore della conduttrice Elisa Isoardi, compagna di Matteo Salvini, Zinzi avrebbe rafforzato i rapporti con la Lega e si sarebbe lasciato tentare dalle sirene del Carroccio. Ora, dunque, sarebbe pronto al cambio in grande stile. Il tutto grazie anche al lasciapassare di Enzo Nespoli, ex senatore ed ex sindaco di Afragola, considerato l’«eminenza grigia» dei salviniani in provincia di Napoli. Nespoli, per cui vale la presunzione di innocenza fino a prova contraria, a gennaio scorso è stato condannato in Appello a sei anni di reclusione. E’ stata infatti confermata la condanna in primo grado emessa dai giudici nell’ambito del processo imbastito per il fallimento di una società di vigilanza.