La presentazione, ieri pomeriggio, di «Ndo – Napoli, direzione opposta» in Galleria Umberto I segna ufficialmente la nascita dei «centres sociaux caviar» a Napoli. I «centri sociali al caviale» che indicano il dito dell’impegno sul territorio guardando però la luna delle prossime elezioni e delle poltrone. Malgrado le rassicurazioni dei leaderini Laura Bismuto e Luigi Felaco, è chiaro che l’obiettivo è quello di conquistare spazi e consenso in vista delle prossime amministrative e, perché no, iniziare a misurarsi con le Europee. Una scissione degli arancioni che già non se la passano bene con un sindaco sempre più preso dai fallimenti amministrativi e un segretario politico (Claudio de Magistris) che ormai veleggia verso altri lidi, lontano dalla «baruffe chiozzotte» tra l’ala estremista (Insurgencia) e quella moderata (i vomeresi).

Ndo – Napoli, direzione opposta

Domani, peraltro, sarà esibito all’opinione pubblica un altro gruppo federativo chiamato «Partenope Ribelle» che conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che Luigi de Magistris ha completamente perso il controllo e il governo dei centri sociali che ne hanno caratterizzato, irrobustito e agevolato la vittoria elettorale, soprattutto in occasione della tornata elettorale del 2016. Se Giggino cadrà, sarà per mano dei centri sociali che lo divoreranno.

Le sigle aderenti a «Ndo» hanno scelto il luogo più borghese della città per presentarsi agli elettori, e lo hanno fatto perché, in fin dei conti, essere radical chic è molto più conveniente che stare in trincea. Avrebbero potuto tenere la conferenza stampa di presentazione del Movimento a Bagnoli, a Scampia, a Ponticelli o a San Giovanni a Teduccio. Ma i giornalisti, poi, come sarebbero arrivati fin lì?

sdm