Truffa ed estorsione del clan nei confronti dei titolari di una ricevitoria (foto di repertorio)

I particolari dell’inchiesta Iceberg, i soldi incassati anche presso tabaccherie napoletane

Nell’ordinanza dell’inchiesta Iceberg, a firma del gip Teresa Reggio (del Tribunale di Potenza) emerge anche l’episodio di una estorsione portata a termine dal clan dei Riviezzi (attivo nel Potentino) nei confronti dei titolari di una ricevitoria. Secondo quanto si evince dalle carte giudiziarie, alcuni affiliati alla cosca, insieme a due persone, mai identificate ma che si sospetta siano di Napoli (visto il legame in affari dei potentini con fazioni malavitose partenopee), avevano organizzato una sorta di truffa ai danni di marito e moglie, proprietari di una tabaccheria. Fingendosi operatori della Lottomatica, si presentano presso la ricevitoria, con la scusa di dover aggiornare il sistema operativo utilizzato per effettuare le giocate.

«Al contempo (gli indagati) rappresentavano la necessità che occorreva testare la funzionalità del sistema, provvedendo ad effettuare 3.145 giocate per un importo complessivo di 263.571 euro, rassicurando i titolari dell’attività, sul fatto che si trattava solo di scommesse virtuali (quindi non valide)», è riportato nell’ordinanza. Il punto è che le giocate, sono invece tutte valide, e portano a vincite, per un totale di oltre 176mila euro.

ad

Leggi anche / Operazione Iceberg, i colpi
della «banda dei napoletani» agli uffici postali

Naturalmente i truffati si accorgono presto del raggiro subìto e quando si lamentano della cosa nei confronti dei finti operatori di Lottomatica (in realtà, affiliati al clan Riviezzi, di Pignola), ricevono la visita degli affiliati alla cosca. Che, dietro minacce, si fanno consegnare tutte le ricevute vincenti. Nei giorni successivi, attraverso una rete che si estende sia in Campania che in Calabria, il clan recupera anche presso ricevitorie napoletane, parte della somma, oltre 76mila euro. Il tutto grazie ai contatti che l’organizzazione criminale di Pignola (piccolo centro in provincia di Potenza) avrebbe avuto con dei malavitosi partenopei.

Riproduzione Riservata