Don Manganiello lancia sos per lo stadio Landieri di Scampia

«Da 20 anni circa ad oggi, il campo di calcio “Landieri” di Scampia presenta criticità e problemi che ne condizionano, mensilmente, sistematicamente l’utilizzo. Ieri la guaina penzolante dalla copertura sugli spalti. Stamane è stata rimossa dai vigili del fuoco. A causa della guaina penzolante, obbligo di giocare a porte chiuse. Rimossa la guaina, la partita a porte aperte? Macché! La polizia non autorizza la partita a porte aperte. E quali sono i motivi? Stiamo chiedendo. Per il momento aspettiamo. È scandaloso che questo stadio, ubicato a Scampia, non venga dato alla comunità locale in condizioni tali da favorire lo svolgimento delle tantissime partite di calcio funzionali all’aggregazione e alla formazione di tante centinaia di ragazzi e di giovani». Così in una nota il presidente don Aniello Manganiello.

Iannone (FdI): «De Luca colpito ed affondato da Giorgia Meloni»

«La cantata di Portanova a Salerno di Giorgia Meloni a De Luca evidentemente ha colpito nel segno. Che non fosse gradita a De Luca la venuta in Campania ed a Salerno ce ne siamo accorti da quanto è stato osteggiato iil semplice rilascio del permesso per una pedana dalla quale tenere il comizio. Purtroppo per De Luca non c’è bisogno del suo permesso per venire in Campania e a Salerno perché Giorgia dispone di persone testarde che si appellano alla Legge. Siamo in Italia e non nel Sud America dei dittatori comunisti per i quali De Luca ha evidenti simpatie ed intravede modelli allo specchio. Quanto alle proposte Giorgia Meloni ne ha da regalare. Infatti se i suoi governi nazionali le avessero ascoltate certamente i fatti direbbero di una realtà diversa. Abbiamo capito che De Luca smania di candidarsi a leader del PD ed invidia la Meloni ma è un problema del suo foro interno, noi continuiamo a parlare in maniera diretta con i cittadini mentre De Luca continui pure i telesproloqui patinati attraverso i social. Solo in quel luogo non luogo la Campania è una terra perfetta». Lo dichiara il Senatore Antonio Iannone, Commissario Regionale di Fratelli d’Italia in Campania.

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Saiello: «Circumvesuviana, 48 corse in meno e treni sovraffolati. Regione riveda programmazione»

«Otto corse al giorno cancellate per ciascuna tratta, con un picco di 39 corse in meno nel solo mese di settembre. Ben 48 il numero di corse venute a mancare ogni giorno rispetto agli annunci della scorsa estate e 66 quelle in meno rispetto al 2019.  La stagione della Circumvesuviana si è inaugurata peggio degli anni scorsi, con sistematici disagi che hanno comportato un inevitabile ricorso, da parte degli utenti, ai mezzi propri per muoversi da e verso il capoluogo». Lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, a margine della seduta di question time nell’aula del Consiglio.

«Per non parlare dei rischi sanitari – continua – in una fase di emergenza Covid, per l’inevitabile sovraffollamento registrato all’interno dei treni, tenuto conto che alle corse cancellate si sommano quelle che ogni giorno vengono sistematicamente soppresse. All’origine, una programmazione di nuovi orari basata sul ricorso al lavoro straordinario dei dipendenti, innescando un braccio di ferro con i sindacati del quale a farne le spese sono i cittadini della Campania».

«Oggi ho voluto interrogare la giunta in aula – ha sottolineato Saiello – per chiedere se la Regione intenda richiedere modifiche al programma di esercizio della Circumvesuviana, prevedendo un numero di corse e orari di percorrenza che rispondano al fabbisogno di studenti, lavoratori e turisti. Una programmazione che vada incontro anche alle esigenze dei lavoratori. Non si può sopperire alla carenza di organico ricorrendo sistematicamente allo straordinario, gravando sulla qualità del lavoro dei dipendenti e sulla sicurezza del trasporto pubblico». 

Bagnoli, De Lorenzo (Leu): «Errori su amianto e sperpero denaro»

«Bagnoli, la più grande beffa per la città, decenni di sperpero di denaro pubblico e ancora siamo lontani dalla messa in sicurezza e dal risanamento. Eppure non c’è da inventarsi nulla di nuovo: Bethlehem Steel, Bethlehem, Pennsylvania USA, sono solo alcuni esempi virtuosi, a cui fa riferimento il Professore Benedetto De Vivo nel libro che verrà pubblicato a breve, di ex siti industriali dismessi, con le stesse caratteristiche e problematiche di Bagnoli, risanati e bonificati con meno denaro e in minor tempo». Lo afferma la deputata di Liberi e Uguali Rina Valeria De Lorenzo che su Bagnoli ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministero per le Transizione ecologica sottolineando dei dubbi sulle decisioni del commissario Floro Flores.

«La cifra spesa fino ad ora – afferma De Lorenzo – tra i 600 e i 700 milioni di euro, non può che definirsi sperpero di denaro pubblico. Il commissario Flores con approssimazione e scarsa conoscenza ha raccontato che si sta provvedendo alla bonifica del sito dall’amianto sotterrato. Partendo dal dato noto a tutti, ossia che l’amianto è pericoloso quando lo si sposta, com’è possibile che sia in corso un’operazione di questo tipo? La strada da percorrere era quella di non toccare l’amianto interrato che, se non volatilizzato, non costituisce pericolo per nessuno. Giuste pertanto le denunce dei tanti comitati»

«Il recupero ambientale del sito non ha mai avuto l’attenzione nazionale»

«É evidente che la questione del recupero ambientale del sito industriale di Bagnoli non ha mai avuto l’attenzione nazionale che meriterebbe: 30 anni di storia politica e amministrativa intervallati da processi e indagini della Corte dei Conti in cui Bagnoli è rimasta paralizzata mentre una delle baie più belle del mondo è stata sfregiata dalla colmata a mare che in forza di una legge dello Stato va rimossa, nonostante il commissario di governo ne contesti l’applicazione».

«E al quadro già inquietante si aggiunge ora quanto emerso dall’analisi della documentazione relativa PRARU: gli interventi relativi alla riconfigurazione del sistema fognario dell’area non solo non elimineranno l’attuale scarico di troppo pieno (By-pass) di Cala Badessa, ma prevedranno la realizzazione di un secondo scolmatoio fognario che scaricherà sempre sulla linea di costa in prossimità dell’attuale spiaggia di Coroglio. Anche su questo, impossibile non puntare il dito contro Flores che sminuisce il problema perché lo scarico avviene in mare aperto. In pratica la ‘geniale’ soluzione proposta non è quella di risolvere il problema del risanamento del sito di interesse nazionale Napoli Bagnoli-Coroglio, soggetto ad un vincolo paesistico di cui tener conto e sito in un’area a rischio sismico, ma di spostarlo in alto mare» conclude De Lorenzo.

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