venerdì, Agosto 12, 2022
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Le ultime notizie di politica a Napoli

Cardarelli, partito l’iter di verifica per 90 medici non vaccinati

«La procedura di verifica dei 90 medici e infermieri non vaccinati è partita, rispetteremo tutte le indicazioni di legge e ci sono dei tempi tecnici, ci vorrà qualche settimana per prendere poi la decisione definitiva». Così Giuseppe Longo, direttore generale del Cardarelli di Napoli, spiega i passi che l’azienda sta compiendo dopo la certezza che i 90 sono dipendenti che per la maggior parte hanno scelto di non vaccinarsi «o anche non si erano vaccinati perché avevano preso e superato il covid, ma adesso tocca anche a loro».

I 90 sono quindi regolarmente al lavoro perché una procedura da seguire c’è ed è precisa: «Io ho i documenti con i 90 nomi criptati – spiega Longo – la privacy prevede che solo il medico competente per il personale abbia la chiave digitale per vedere i loro nomi. Ora sta spacchettando l’elenco per trasmettere tutti i dati alle rispettive Asl, che chiederà poi ai loro medici di base se hanno delle patologie o problemi che impediscono la vaccinazione. Alla fine della verifica le Asl manderanno a me quelli che non hanno patologia e hanno deciso di evitare la vaccinazione».

I tempi previsti dovrebbero arrivare a metà settembre circa e a quel punto il Cardarelli invierà una comunicazione a medici e infermieri davvero no vax dando loro 3 giorni di tempo per un ravvedimento e la vaccinazione, in caso di rifiuto o di non risposta scatterà la sospensione. «Ci sarebbe il ricollocamento ma dove? Solo in uffici amministrativi senza contatto diretto con gli assistiti o i parenti, questo è un ospedale, parliamo di posto per due, tre persone, ma se già fossero dieci sarebbe impossibile. Siamo però sicuri che nel pronto soccorso o nelle terapie intensive non c’è personale non vaccinato, sono luoghi in cui il rischio per i malati è alto, il personale ha una forte responsabilizzazione».

Porto, Maresca: «Napoli diventi scalo marittimo principale del Mediterraneo»

«I fondi pari a 20,1 milioni di euro che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili ha assegnato all’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale sono un ottimo segnale per il rilancio della nostra città. Un ulteriore tassello, insieme alle risorse in arrivo grazie al Pnrr, per far ripartire Napoli dalla riqualificazione del suo porto». Così Catello Maresca, candidato sindaco del centrodestra a Napoli.

«Il nostro progetto per Napoli punta a valorizzare la risorsa mare. Nella Napoli che immaginiamo il porto non dovrà più essere soltanto una zona di transito, ma diventerà un’area di produzione aperta agli investimenti dei privati. Oltre a un polo turistico internazionale con recupero dell’intera costa, Napoli dovrà diventare lo scalo marittimo principale sulla rotta del Mediterraneo».

Sergio D’Angelo lancia petizione per intitolare strada a Gino Strada

Sono oltre mille le firme raccolte in 24 ore per la petizione con cui si chiede che a Napoli sia intitolata una piazza o una via a Gino Strada. La petizione è stata lanciata da Sergio D’Angelo, candidato al consiglio comunale di Napoli nella lista Napoli Solidale che appoggia il candidato sindaco Gaetano Manfedi attraverso la piattaforma change.org.

«Subito dopo la morte del medico fondatore di Emergency – ha spiegato D’Angelo – in molte città è partita la mobilitazione per raccogliere firme affinché la figura di questo uomo di pace non sia dimenticata. A Pontedera, su iniziativa della sede locale dell’Arci si dedicherà un primo spazio accessibile al pubblico a Gino Strada e a Milano si procede per dedicare il Piazzale della Stazione Cadorna. Sono certo che anche nella nostra città vi sono molti luoghi che andrebbero ribattezzati perché in modo anacronistico celebrano personaggi che sarebbe meglio lasciarli sui libri di Storia, mentre uomini eroi del contemporaneo non possono essere lasciati nel dimenticatoio». «Uno dei miei primi atti da consigliere comunale – ha concluso – sarà quello di portare a termine questa mia iniziativa, sperando di avere l’onore di scoprire la targa dedicata a Gino Strada».

Napoli, assessori scrivono a Di Maio: «Istituire corridoio umanitario per profughi afghani»

Gli assessori Chiodo, Menna, Galiero e Pagano, hanno indirizzato al Ministro degli Esteri e al Ministro degli interni, informando contestualmente anche l’ANCI, una nota nella quale hanno fatto richiesta di istituzione di corridoi umanitari per la crisi afgana. «Preoccupati dalle condizioni in cui verte l’Afghanistan, chiediamo che vengano messe in atto tutte le misure necessarie per istituire corridoi umanitari per la messa in sicurezza di donne, bambini e dissidenti politici che vedono messi a repentaglio i loro diritti essenziali, con una regressione dei valori della democrazia e dei diritti, specie per le donne» si legge nella missiva.

«Nella piena consapevolezza del ruolo di prossimità degli Enti Locali – continua -, certi dell’importanza delle attività che svolgiamo per l’inclusione dei popoli sui nostri territori, pensiamo sia fondamentale, per rispondere a questa drammatica situazione, permettere agli Enti Locali di essere punto di accoglienza di queste persone e di essere inseriti nella rete a supporto di questa tragica situazione».

«A tal fine è necessario essere messi nelle condizioni di svolgere il ruolo di vicinanza e accoglienza a cui siamo da sempre chiamati e pertanto segnaliamo la necessità che vengano garantite le risorse necessarie per operare nelle migliori condizioni di accoglienza. Napoli, per vocazione storica, è città di accoglienza e di pace e noi faremo ogni utile sforzo necessario affinché si possa svolgere nel modo migliore possibile, affinché questo popolo possa superare la tragicità del momento di cui tutti dobbiamo sentirne la responsabilità. Siamo pronti a ogni utile sforzo e siamo sicuri che, come sempre, anche la nostra Città non farà mancare il suo sostegno».

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