In basso a sinistra il boss Raffaele Amato, a destra Cesare Pagano

Lo scontro tra le due fazioni portò all’esaurimento delle scorte di cocaina nelle piazze dell’area nord

Tensione tra i gruppi criminali per la gestione del traffico degli stupefacenti. Tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, nell’area nord di Napoli, i clan fanno i conti con le dotazioni di cocaina che scarseggiano. La circostanza emerge da una informativa di polizia giudiziaria ed è supportata dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. «Ebbene tra la fine del 2010, come hanno raccontato i collaboratori, ed i primi mesi del 2011, la cocaina scarseggiava, in quanto l’ultimo grosso carico era giunto a Napoli, grazie a Mario Cerrone e Raffaele Imperiale, pochi giorni prima dell’arresto di Cesare Pagano».

E solo «al ritorno di Carmine Amato, i due narcotrafficanti (Cerrone poi ha cominciato a collaborare con lo Stato, mentre Imperiale è attualmente latitante negli Emirati Arabi Uniti) giungevano in città, e fornivano al latitante (Amato) un rifugio sicuro in zona Camaldoli. Lo incontravano più volte, rifornendolo, tra la metà di marzo e le metà di aprile del 2011, di cocaina, per oltre 300 chili». Contestualmente – annotano gli inquirenti – è da sottolineare la decisione del gruppo Amato di «inviare, in piena fase di tensione con la fazione Pagano, il genero di Raffaele Amato (detto ’o Lello),  a Dubai, luogo nevralgico degli investimenti della “società di fatto” tra i vertici storici del clan Amato-Pagano, e, quindi, dei loro eredi».

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Sulla stessa linea di condotta si inserisce un’altra decisione, vale a dire quella di rinviare «la programmata uccisione dell’uomo di fiducia di Mariano Riccio (genero del boss Cesare Pagano), a cui seguirà dopo poco un incontro chiarificatore con lo stesso Riccio, che portava ad una sospensione delle ostilità tra i due gruppi».

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«Ma proprio l’arresto di Cesare Pagano, il pentimento di Carmine Cerrato (classe 1976, detto ’a recchia) e ancor di più quello di Biagio Esposito, ci mette in difficoltà e quindi avemmo anche problemi a vendere la merce (la cocaina, ndr) rimasta a terra; questa termina, all’incirca, a Natale del 2010», fa mettere a verbale il collaboratore di giustizia Carmine Cerrato (classe 1971), cognato del boss degli Scissionisti, Cesare Pagano.