Stylo24 vi accompagna nelle strade e tra i quartieri più caratteristici della città – L’antica collina che ha rappresentato in passato una delle vie principali per raggiungere l’entroterra napoletano

di Francesca Esposito

Molti associano il nome Capodichino all’aeroporto internazionale, che essa ospita, peraltro il più grande dell’Italia Meridionale. In realtà è un’antica collina e ha rappresentato in passato una delle strade principali per raggiungere l’entroterra napoletano attraverso l’accesso di Porta Capuana. Ma vediamo da dove deriva la sua denominazione. Dal latino “caput de clivo”, che faceva riferimento alla strada in salita che conduceva all’attuale piazza Di Vittorio.

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Nel 1342 la zona veniva descritta come una fitta boscaglia, difficile e pericolosa da percorrere per la presenza dei briganti, che usavano questi boschi come nascondiglio. Calata Capodichino è stata per quasi un secolo la strada dell’ospedale psichiatrico “Leonardo Bianchi”, noto semplicemente come “‘o manicomio”, struttura chiusa nel 2000 e lasciata all’abbandono.

Alle spalle del civico 201 una villa massonica del Settecento, munita di un teatro all’aperto, un romitorio con celle per i “ritiri spirituali”, un labirinto di vialetti alberati, ed uno straordinario giardino considerato a quei tempi il primo esempio in Europa di giardino Massonico. Si dice sia appartenuta ad un commerciante tedesco emigrato a Napoli: Christian Heigelin.

I cronisti del tempo la indicavano come una tra le più belle ville dell’epoca, e vi si poteva accedere solo a piedi, o a cavallo tramite una ripida e lunga scalinata. Tuttavia della villa oggi non ci sono più tracce

A Calata Capodichino troviamo la Fontana della Duchessa (da non confondere con la sua omonima che si trova a Capodimonte) il suo vero nome è «Abbeveratoio Monumentale di Calata Capodichino» ubicata li dal 1943. Costruita per volontà di Elena d’Orléans, moglie di Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, come dono della Duchessa alla città di Napoli, di cui era molto affezionata. La bellissima fontana oggi tristemente abbandonata è posta su un alta parete in tufo su cui è poggiata una vasca rettangolare in piperno.

Sulla facciata è inserita una cornice dove si legge se pur sbiadito, un verso del Vangelo di MatteoVenite a me tutti voi che siete affaticati e io vi ristorerò” e alla fine è posto l’omaggio della Duchessa con la data. Sotto Capodichino troviamo la suggestiva Grotta degli Sportiglioni che prende il nome dai pipistrelli da cui era anticamente affollata, in napoletano “sportiglioni”, tale caverna è nota per diversi eventi insoliti e fuori dall’ordinario.

Quello di Capodichino è il primo aeroporto del Meridione d’Italia e quinto per scalo nazionale. Luogo di grandi sorrisi e di lacrime amare, dove la gente viene e va, portandosi ovunque un pezzo della nostra amata città.