Stylo24 vi accompagna nelle strade e tra i quartieri più caratteristici della città – Un luogo magico, tra storia, cultura e leggenda

di Francesca Esposito

Luogo magico dove l’odore della pizza a portafoglio si fonde con quello dei vecchi libri, che ti permette di viaggiare con la mente pur restando immobile: tutto questo è Port’Alba. Aperta nel 1625, prese il nome dal viceré, duca d’Alba, Antonio Alvarez de Toledo, fu presto soprannominata dal popolo “Porta Sciuscella“ a causa della presenza di carrubi, nel giardino del convento di San Sebastiano, i cui frutti venivano chiamati appunto sciuscelle.

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In origine, prima che ci fosse la Porta, c’era un vecchio torrione di guardia e si narra che gli abitanti della zona, stanchi di dovere allungare il tragitto per entrare e uscire, cominciarono a scavare di nascosto. Inizialmente questo enorme buco veniva chiuso, ma riaperto dopo poco, si decise cosi di erigere una porta per evitare che l’episodio si ripetesse all’infinito.

Presente su di essa lo stemma di Filippo III, quello della città di Napoli ed uno del vicerè. Ad essi si aggiungeranno affreschi rappresentanti la Vergine con San Gennaro e San Gaetano.

Luogo non solo di cultura e sapori ma anche di leggende. Una tra le più rinomate è quella di “Maria a’ rossa“, dove romanticismo e tragedia si intrecciano in un susseguirsi di eventi. Una sera, la bella Maria, passeggiando a braccetto con il suo amato Michele, all’altezza di una piccola fontana all’angolo della piazza, avvertì un tuono molto forte e qualcosa di strano fermò Michele, immobilizzandolo e impedendogli di compiere ulteriori passi.

La giovane cercò di trascinare il suo amato in tutti i modi, ma non riuscì nel suo intento. Michele sembrava ormai pietrificato. Da quel momento in poi, la ragazza subì un improvviso invecchiamento per poi trasformarsi in una strega. La donna fu rinchiusa in una gabbia appesa ad un gancio proprio sotto l’arco della Porta. Fu lasciata morire di fame e di sete.

Si narra che dopo la sua morte anche il suo corpo si pietrificò. Secondo le testimonianze dei residenti della zona, da allora, continua ad aggirarsi di notte tra le librerie e le botteghe.

Fino a qualche anno fa, Port’Alba, vantava tante librerie una a pochi passi dall’altra, quasi tutte avevano all’esterno degli stands più o meno grandi, sui quali era possibile trovare tantissimi titoli. In ottimo stato, vecchie edizioni e testi ormai introvabili ad ottimi prezzi. I librai di Port’Alba custodiscono un patrimonio in volumi di grande valore e presso di loro si possono acquistare intere collezioni.

Anche se con il tempo molte librerie sono state costrette a chiudere a causa della crisi economica, c’è chi ha fatto di tutto per resistere portando avanti questa tradizione.