Stylo24 vi accompagna nelle strade e tra i quartieri più caratteristici della città – Il cuore di Napoli diviso tra bene e male

di Francesca Esposito

Già a partire dall’origine del suo nome, il quartiere Forcella dimostra tutte le contraddizioni che lo caratterizzano. Infatti, per qualcuno prende spunto dalla biforcazione a Y della strada del quartiere, mentre un’altra interpretazione viene data dallo studioso Pietro Giannone. Il quale sostiene che derivi dalla presenza delle forche di giustizia, posizionate proprio nella piazza principale del quartiere.

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Fu proprio a Forcella che le famiglie più influenti della “Napoli bene” decisero di stabilirsi e costruire le loro dimore: gli Orsini, i Caracciolo, la regina Giovanna, risiedevano in questa zona della città in cui si celebravano i Sebastà, cioè dei giochi simili a quelli olimpici nati in onore di Augusto.

Essendo stato un quartiere popolato dalle più ricche famiglie napoletane, anche l’arte e l’architettura ne hanno risentito in positivo.

La Real Casa dell’Annunziata, complesso di edifici suddiviso in: una basilica, un ospedale, un convento ed un ospizio per gli orfani, che ad oggi, ospita l’ospedale dell’Annunziata. La chiesa di Santa Maria Egiziaca, miglior esempio di barocco napoletano, che oggi ospita l’ospedale Ascalesi.

Ma oltre a testimonianza storiche, troviamo percorrendo i “vicoli” di Forcella anche opere di arte moderna come il bellissimo murales di Jorit Agoch, un artista contemporaneo, denominato Gennaro, che raffigura il santo patrono di Napoli su di un edificio posto proprio all’ingresso del quartiere.

Forcella ha fatto da sfondo al film “Ieri, oggi, domani” di Vittorio De Sica, in cui Sophia Loren, che interpretava la protagonista della pellicola, per evitare la prigione, per spaccio di sigarette di contrabbando, continua a farsi mettere incinta dal marito interpretato da Marcello Mastroianni.

Nel tempo, purtroppo, però, questo quartiere ha giocato un ruolo decisivo nelle logiche della criminalità organizzata della città. A partire dallo storico clan Giuliano, il cui boss Luigi abitava proprio nel cuore di Forcella. A causa di ciò, questo quartiere è stato spesso involontariamente vittima di tragici eventi e periodi bui che lo hanno visto protagonista. Come la morte di Annalisa Durante.

In questi ultimi anni, peró, Forcella e la sua gente hanno contribuito a lanciare un urlo alla non-camorra, mostrando in modo sempre più deciso la parte migliore delle persone per bene che vivono in questo territorio. Molte infatti sono le associazioni che contribuiscono giorno dopo giorno a rendere la vita di ragazzi e persone in difficoltà migliore.