Stylo24 vi accompagna nelle strade e tra i quartieri più caratteristici della città – Una delle arterie più antiche del capoluogo campano, che oggi è un vero e proprio museo a cielo aperto.

di Francesca Esposito

Il legame che unisce Napoli alla Spagna è visibile già dalle denominazioni che hanno alcune strade presenti nella nostra città. Certe prendono il nome dai nobili che le hanno realizzate, altre dai popoli che le hanno abitate, altre omaggiano personaggi o sovrani. Rua Catalana non fu realizzata dagli spagnoli, ma, come accennato precedentemente, così come altre vie partenopee, deve il suo nome a coloro che la abitarono.

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Questa strada è una delle poche sopravvissute allo sventramento del 1800 e ricorda ancora i tempi in cui il mare arrivava a pochi metri dagli antichi palazzi medievali. Una delle più popolate d’Italia non solo di Napoli, che poi a causa della peste nera finì con lo svuotarsi inesorabilmente. Essa ospitava delle botteghe di maestranze artigiane, ladri, giocatori, tavernacce e cortigiane. Era il più avventuroso degli angiporti napoletani.

Anche il grande Giovanni Boccaccio fece percorrere questa strada al suo Andreuccio da Perugia. Il giovane, recandosi a Napoli per acquistare cavalli, sfiorò segreti, misfatti e mariolerie, diventando sempre più consapevole, riuscendo, infine, ad acquisire astuzia ed intraprendenza degne di un vero mercante.

Sempre su Rua Catalana sorgeva la taverna di un certo “Mastro Nicola”, cuoco che dava da mangiare a tutti i bottegai del quartiere. Il suo piatto forte era una economicissima focaccia cotta al forno con pecorino, strutto, basilico ed origano. Ancora oggi è conosciuta come la “Pizza mastunicola” e la ricetta è quella dei tipici cibi poveri: semplice e buona.

Dal 1997 l’artista Riccardo Dalisi ha fatto tornare Rua Catalana al suo antico splendore. Lungo la strada è possibile osservare opere realizzate da tutti gli artigiani della zona che hanno dato vita a un museo di arte contemporanea a cielo aperto. Oggi la strada è compresa tra Via Depretis, Via Medina e Via Sanfelice ed ancora conserva i ruvidi tratti d’un Bronx d’altri tempi, che vive fiera delle proprie origini, nonostante nuove tendenze urbanistiche.