In basso a sinistra il boss Raffaele Amato, a destra Cesare Pagano

Il padrino degli Scissionisti guadagnava almeno 10mila euro su ogni chilo di cocaina smerciato in Italia

Il boss guadagnava 10mila euro su ogni chilo di droga arrivato in Italia. A raccontare il retroscena è il pentito Biagio Esposito, ex affiliato dei Di Lauro e degli Scissionisti, durante i suoi interrogatori con i pm di Napoli.

Ecco che cosa dice: “Nella primavera del 2004 Lello ‘o Parente (Raffaele Imperiale, ndR) e Raffaele, Elio e Carmine Amato, e Cesare Pagano puntavano insieme nell’acquisto di grossi quantitativi di cocaina. Dopo il 2004 Amato aveva dei suoi canali colombiani di rifornimento della droga, ma anche Lello ‘o Parente lo riforniva di partite importanti di cocaina non meno di due o trecento chili, talvolta anche quantitativi maggiori”.

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Oltre a Imperiale, “quale fornitore di cocaina” del boss Amato, “si aggiungeva anche Carmine D’Ario, a partire dal 2003”. Il collaboratore aggiunge che “se i fornitori 1’acquistavano quando era già arrivata in Spagna Amato la pagava 25mila euro al chilo e la vendeva in Italia 35mila euro al chilo”, quindi lucrando un guadagno netto di 10mila euro al chilo. Invece “se i fornitori l’acquistavano dal Sudamerica Amato la pagava a meno di 20mila euro al chilo ed in questo caso le partite acquistate erano di un quantitativo maggiore, non meno di 1000 chili”. Insomma, un affare da almeno 10 milioni di euro a puntata.