giovedì, Agosto 11, 2022
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«Le nomine nelle partecipate? Le deciderà la Armato»

L’assessore vuole avere l’ultima parola sugli incarichi da affidare in particolare su Mostra d’Oltemare e Anm

Le partecipate croce e delizia del Comune di Napoli, sono il «braccio armato» di Palazzo San Giacomo per la gestione dei servizi nella città partenopea. Tantissime sono praticamente un «buco nero» che fagocitano ogni anno decine e decine di milioni di euro creando debiti e poco altro. L’anno prossimo però il sindaco Gaetano Manfredi dovrà affrontare il tema del rinnovo del management d’importanti partecipate, a cominciare proprio da Anm Spa e Mostra d’Oltremare. Due nomine non da poco visto che anche dal loro lavoro dipenderà il rilancio delle aziende (e della città) che al momento non producono risultati ma solo pesanti critiche.

L’azienda di trasporti in particolare dimostra sempre più pesanti difficoltà nell’espletare il servizio affidatogli. Manfredi, oltre a dover far fronte a eventuali «appetiti» dei partiti di coalizione, dovrà tenere conto anche dell’assessore Teresa Armato, componente della direzione nazionale del Partito Democratico. «L’Armato è un nome pesante e in quanto tale vuole avere l’ultima parola sulle nomine» afferma a Stylo24 una fonte in Comune che aggiunge: «A Palazzo San Giacomo pensano che l’assessore parli anche a nome del ministro della Cultura Dario Franceschini».

La matassa partecipate da sciogliere

Forte di tutto ciò l’assessore reclama spazio e sbatte i pugni sul tavolo creando non poche difficoltà a Manfredi. Sciogliere la matassa non sarà un compito semplice per l’ex rettore. L’Armato infatti ha alle spalle una lunga carriera in ambiti aderenti ai profili da ricercare. È stata assessore regionale ai trasporti, al bilancio, alla sanità, al turismo, all’università e alla ricerca scientifica. Per ben 5 anni è stata vice presidente della Provincia di Napoli.

E come se tutto ciò non bastasse è stata vice presidente dello Scabec, la società in house della Regione Campania tanto cara al governatore Vincenzo De Luca, uomo forte del Pd nella nostra regione. Da non tralasciare la carica di senatrice ricoperta per 5 anni. Insomma un curriculum forte che la mette in condizioni di dire la sua. La «intelligencia» di Piazza Municipio è a lavoro per accontentare tutti e trovare una quadra ma le voci che filtrano non sono di buon auspicio. Sembra che nemmeno Sergio Locoratolo, consigliere dell’ex rettore, riesca a sbloccare situazione. Troppo «ingombrante» l’ostacolo Armato. Probabilmente il primo cittadino dovrà scendere a miti consigli.

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