sabato, Maggio 28, 2022
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Le minacce del boss: «Vendici l’attività o ti faremo fallire»

INFORMATIVA CERBERUS – Il clan D’Alessandro convocò un piccolo imprenditore per rilevare la sua pescheria

La malavita organizzata, quando si pone un obiettivo, fa di tutto per raggiungerlo. Con le buone ma anche con le cattive. Soprattutto in quei settori economici che reputa «chiave» per la propria floridità economica. A Castellammare di Stabia il clan D’Alessandro non si faceva scrupoli.

Dall’informativa Cerberus si apprende di un’indagine della Guardia di Finanza che scoperchiò come la consorteria criminale provò a mettere le mani su una rivendita di pesce nel territorio stabiese. Secondo quanto riportato nel documento i militari della Finanza appresero da «fonte confidenziale» che il titolare dell’esercizio commerciale fu avvicinato da un uomo del clan il quale «lo invitava a salire a Scanzano» in quanto Michelino D’Alessandro (cl.78) aveva necessità di parlargli. Dopo qualche giorno l’uomo si presentò a Scanzano dove alla presenza di un altro esponente veniva ricevuto direttamente dal capoclan.

«Nel corso dell’incontro il D’Alessandro riferiva all’uomo che “loro” erano interessati a rilevare la sua pescheria facendogli capire che nel caso in cui avesse rifiutato l’offerta lo avrebbero messo in serie difficoltà commerciali». Come? Aprendo una ulteriore pescheria nei pressi del suo esercizio commerciale. «Michelino – si legge ancora – gli rappresentava altresì che sempre “Loro” avrebbero potuto praticare prezzi al pubblico molto bassi in quanto grossisti di pesce». La cessione, secondo quanto riferiscono ancora gli inquirenti, poi si concretizzò. Lo spettro del fallimento spaventa tutti.

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