giovedì, Giugno 30, 2022
HomeNotizie di CronacaLe lezioni di malavita del capopiazza

Le lezioni di malavita del capopiazza

INFORMATIVA CERBERUS – I consigli di Antonio Rossetti ai giovani affiliati per evitare l’arresto

Antonio Rossetti era considerato un leader, un «capo» e in quanto fedelissimo del boss Michele D’Alessandro (cl.78) faceva da supervisore alle piazze di spaccio di Scanzano. Le sue «lezioni di malavita» nella gestione dovevano essere seguite da tutti. Nell’informativa Cerberus sul clan D’Alessandro, gli inquirenti raccontano come erano organizzati i «mercati» in cui era venduta la droga.

Rossetti, detto «‘o guappone», dimostrava la sua «esperienza» nel campo di sostanze stupefacenti e durante una conversazione intercettata si ascoltano i suoi consigli ai «neofiti» dello spaccio. Dopo l’arresto di un affiliato che fungeva da pusher e corriere, infatti, il ras chiede a un giovane, che era insieme all’uomo al momento dell’arresto, di «ripercorrere – si legge nel documento – il tragitto di strada che avevano fatto, ovvero da Castellammare di Stabia a Gragnano e viceversa, per trasbordare la partita di droga».

Transitando per le strade di Gragnano, a bordo di un’auto monitorata, Rossetti – aggiunge l’informativa – chiede al giovane la conferma del punto esatto dove erano stati fermati dai carabinieri e come si fossero svolti gli eventi. Una volta ricevuto le risposte «il Rossetti non disdegnava di impartire loro una lezione di malavita dicendogli che avrebbero dovuto buttare il sacco dello stupefacente lì da qualche parte; tra i vari giardini e poi in nottata l’avrebbero recuperata, evitando l’arresto».

I percorsi per evitare i controlli

Essendo un buon conoscitore di strade e viottoli, inoltre, li indottrinava per i percorsi da fare per il futuro per non incappare nelle forze dell’ordine. «Dovevate pigliare il lato di qua… vedi… Voi siete scesi di là… ve ne venivate dal lato di qua! Ve ne andavate a casa di questo… hai capito? E ce lo venivamo a pigliare noi in settimana» afferma all’affiliato.

Nel corso degli eventi, spiega ancora il provvedimento, si registrava un momento in cui i «guaglioni» a disposizione non erano molto incisivi sulle piazze di spaccio quando dovevano recuperare i soldi delle partite di droga affidate ai pusher delle piazze di spaccio. Adirato Rossetti li redarguisce e li indottrina sul modus operandi da adottare e affermava di essere deluso da uno di loro «il quale sovente si giustificava con scuse banali come un mal di pancia ed altro per non dire che non aveva effettuato il giro delle riscossioni».

Leggi anche...

- Advertisement -